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venerdì 29 dicembre 2017

The Amazing Spiderman 3 - One last time 6


Iniziò con un pugno e poi un altro e poi un altro ancora.
Senza mai fermarsi senza mai cedere terreno.
Ormai non c'era più nulla che potesse fermarlo.
Walter cercò di farlo cadere a terra ma Peter schivò il suo attacco e gliene restituitì uno con altrettanta forza.
Per la prima volta il padre di Felicia si trovò a terra, incapace di rispondere e, probabilmente, impaurito: non pensava che il ragazzo potesse svegliarsi dal torpore, potesse farcela da solo.
Le informazioni che aveva su di lui erano molto chiare: sino a quel momento aveva sempre avuto bisogno d'aiuto con chi era più forte di lui e ora..

Walter non fece in tempo a finire il pensiero che Peter lo colpì ancora una vola e lo prese per il collo per finire la questione.
"Peter!" disse Felicia.
"Peter so che eravamo d'accordo ma non possiamo, non puoi farlo: non sei quel genere di persona".
Peter guardò la ragazza, un lato della maschera era completamente venuto via così da permettergli una visione più chiara, e poi l'uomo che l'aveva fatto sentire debole come non mai.

Con un tonfo per terra, Walter capì di essere stato risparmiato e Felicia tirò un sospiro di sollievo.
Nella mente di suo padre iniziarono a passare una serie infinita di pensieri bloccati però da un colpo di pistola alla testa.
Peter e Felicia si girarono sorpresi e videro Kraven davanti al corpo di Walter soddisfatto.
"Tu non potevi farlo ragazzo, ma io si".
L'uomo guardò Peter e Felicia e, in un lampo, se ne andò.
Era finita.
Avevano vinto.

The amazing Spiderman 3 - One last time 5



"Sapete, non siete stati affatto male semplicemente i miei erano troppi.
Succede sempre così in queste cose no?" chiese, ridendo, il padre di Felicia ai tre eroi inermi davanti a lui.
"Comunque" continuò l'uomo passeggiando "fate come se foste a casa vostra, anzi faccio io gli onori di casa: vieni Kraven mettiti comodo".
Walter prese il Cacciatore e lo sbattè al muro all'altro capo della stanza.

Felicia, approfittando della cosa, si buttò sul padre senza però riuscire a toccarlo: l'uomo la prese al volo e la tenne ferma per il volto guardandola dal basso verso l'alto.
"Mi hai deluso figlia mia ma sapevo che avresti fatto questa scelta" senza pensarci due volte anche Felcia venne scagliata contro un altro muro della stanza battendo la testa.

"E ora parliamo di te ragazzino" disse Walter avvicinandosi a Peter.
"Ti avevo avvisato, ti avevo promesso che ti avrei fatto male se avresti provato a fermarmi ed è quello che farò: prima di tutto ucciderò i tuoi amici e poi mi occuperò di tua zia.
Allora, solo allora ti ucciderò".

In quel singolo istante, per via di quelle parole, Peter scattò.
Aveva perso un amico, aveva perso la ragazza che amava e aveva perso una figura paterna.
Non era riuscito, da solo a sconfiggere Kraven o i Sinistri Sei.
Sino a quel momento, lui, da solo, non era stato in grado di fare nulla ma si promise, in quel singolo momento, che avrebbe risolto, almeno questo problema, da solo.

The amazing Spider-Man 3 - One last time 4




Kraven, Felicia e Peter si mossero nell'ombra.
Veloci, velocissimi.
Senza mai fermarsi, senza mai parlare come se sapessero, a memoria, ognuno i movimenti dell'altro.

Felicia usò le sue abilità per aprire un varco dove Kraven aveva indicato, infondo lui conosceva il posto, e, insieme a Peter, tutti entrarono nella Hardy pronti per portare a termine la loro missione.

Purtroppo però, il padre di Felicia non si faceva mai trovare impreparato e, in mattina e di nascosto, aveva fatto entrare un buon numero dei suoi uomini nell'azienda.
Tutto accade in un secondo e con estrema violenza: gli eroi si trovarono accerchiati e furono costretti a dividersi.
Ognuno ne prese una parte, ognuno con il proprio stile.
Felicia iniziò a volteggiare tra un nemico e l'altro, Kraven rimase fermo a subire e a tirare colpi mentre Peter univa entrambe le cose.

Più ne buttavano giù più ne arrivavano: non sembrava esserci una fine.
In poco tempo le forze del trio vennero a mancare e gli uomini di Walter, in breve, riuscirono a bloccarli e a portarli dal loro capo.
È lì che si svegliarono: davanti alla loro fine.

domenica 17 dicembre 2017

The amazing Spiderman 3 - One last time 3





Felicia entrò nell'ufficio che era stato di Norman Osborn poi del figlio Harry poi di Kraven il Cacciatore e che ora era di suo padre.
Lei aveva lavorato in quell'azienda per un po' di tempo, proprio perché suo padre l'aveva mandata lì.
Quell'azienda era la Oscorp e, ora, aveva un nuovo nome: Hardy.
Suo padre si era messo davanti alle telecamere, aveva fatto un bel discorso per il pubblico che lui stesso aveva portato e aveva annunciato che l'azienda che teneva in mano la città avrebbe preso il suo nome.
Walter però, il padre di Felicia, non era un semplice uomo d'affari: era un ex agente segreto a capo di uno dei più grandi imperi criminali al mondo.
Loro avevano mosso le fila della Oscorp per molto tempo, erano loro che avevano finanziato la ricerca che aveva reso Peter ciò che era e che avevano ucciso i suoi genitori.
A Felicia bastarono pochi passi per ritrovarsi davanti a quel mostro con cui condivideva il sangue e che faceva terribilmente fatica a ricordare.
"Sei venuta alla fine" disse Walter fissando la finestra, senza girarsi per vedere la figlia.
"Certo che sono venuta: sei comunque mio padre" rispose Felicia.
"Mi fermerai comunque però vero? Ti ho osservata Felicia. Anche se non sono stato vicino a te ti ho osservata per anni e ti ho visto crescere. Ho visto ogni tua scelta e so che cosa farai adesso.
Tu rubi ma lo fai solo a chi aveva già rubato. Sei una bella persona e cercherai di fermarmi" Walter finalmente si voltò.
Felicia lo guardò dritto negli occhi e se ne andò: era arrivato il momento.

"Come stai?" chiese Felicia, in costume, sul tetto dell'ospedale in cui Peter era stato per una giornata intera.
"Tuo padre ha ucciso l'unica persona che conosceva i miei genitori davanti ai miei occhi e mi ha anche minacciato. Come pensi che stia?" Peter si voltò e Felicia, per la prima volta, vide la tristezza sul suo volto.
"Mi dispiace" rispose la ragazza.
"La colpa non è tua e lo sai.
Che cosa ci fa lui qui?" chiese Peter riferendosi a Kraven che, in quel momento, si fece avanti.
"Ci aiuterà: dobbiamo eliminare mio padre". disse Felicia.

sabato 16 dicembre 2017

The amazing Spiderman 3 - One last time 2



Peter riaprì gli occhi a fatica.
La polvere portata dall'esplosione rendeva l'aria pesantissima e difficile vedere qualsiasi cosa.
Il giovane tentò di rimettersi in piedi senza molta convinzione: non riusciva minimamente a formulare un pensiero coerente.
Per la prima volta dopo tanto Peter si ricordò che cosa volesse dire "confusione".
Le poche forze che aveva lo abbandonarono e si ritrovò in un lampo per terra vicino a Connors completamente incosciente.
"Dottore..." Peter riuscì solo a dire questa parola prima di vedere dei piedi sconosciuti avvicinarsi.
"Ah eccoci qui: Peter Parker.
Mia figlia non ci ha mai presentato ma io so già tutto di te ragazzino.
Io sono il padre di Felicia, Walter e spero che questo ti insegnerà a non intrometterti nei miei affari".
Dopo queste parole conficcò un coltello nel cuore di Connors davanti agli occhi di Peter che, senza forze, non poteva fare nulla se non piangere.
"Non sforzarti: ad esplodere è stato Electro e l'impulso elettrico ti ha messo fuori gioco.
Povero povero mostro: non voleva morire in fin dei conti".
Walter Hardy fece dietro front e se ne andò lasciando Peter Parker a guardare il corpo senza vita di una delle persone più care che aveva.


"Io di lui non so davvero nulla sai?
Se ne è andato via quando ero una ragazzina, ricevevamo i soldi e mia madre mi faceva fare quello che lui ordinava, come i corsi di autodifesa, ma non ho mai davvero visto il suo volto.
Come fai a conoscerlo?" chiese Felicia a Kraven il Cacciatore.
"Ci siamo conosciuti in guerra o meglio: è lui che è venuto a conoscere me.
Io ero un ottimo soldato, gli insegnamenti di mio padre mi sono stati utili sul campo di battaglia, e lui era un agente segreto americano.
Non so bene da che agenzia venisse tuttavia andava cercando soldati pronti a tutto per combattere, capaci di fare qualsiasi cosa e mi trovò.
In poco tempo creammo qualcosa di diverso e di fuori dalla legge e io divenni uno dei suoi più cari amici o, quantomeno, lo pensavo.
Commerciavamo e investivamo su qualsiasi cosa potesse essere utile in guerra come il piccolo scherzo che ha reso il tuo amico l'eroe che è adesso.
Tuo padre non mi ha mai perso di vista e ha sempre finto: non ha mai abbassato la guardia e mi ha tenuto vicino come si tengono vicini i nemici.
Io ero solo il suo secondo e allo stesso tempo un suo avversario: io credevo di essere al suo stesso livello ma non lo sono mai stato.
Prima di venire qui, prima di cercare di prendere il sangue di Peter, io e lui abbiamo avuto una discussione.
Voleva che venissi qui per farti tornare sotto controllo e per prendere il sangue di Spiderman, io non volevo essere trattato come un semplice soldato e mi sono rifiutato.
Non mi ha lasciato scelta: non avevo mai capito quanto fosse pericoloso.
Immagina Felicia, se voi avete perso contro di me che cosa vi fa pensare di essere in grado di sconfiggerlo?
Sono venuto da te perché l'unico modo per non farmi uccidere per il mio fallimento è sconfiggerlo".

giovedì 14 dicembre 2017

The amazing Spiderman 3 - One last time 1





"Devi cercare di tenerlo a freno ragazza: continua a minacciare i miei uomini" disse Testa di Martello a Felicia, sorseggiando un bicchiere di scotch.
"Non è sempre facile: non è sotto il mio controllo" rispose la ragazza.
Testa sorrise e disse:"Allora morirà: il nostro patto era chiaro.
Io l'avrei salvato ma tu avresti dovuto tenerlo a freno, non ci stai riuscendo quindi toccherà a me metterlo a tacere per sempre.
So che mi odi, so che lo aiuteresti a farmi fuori ma so anche che hai paura di me e che lo tieni sotto controllo perché hai paura che io lo sconfigga: fai bene".
Felicia strinse i pugni e senza neanche rispondere all'uomo davanti a lei se ne andò.
A Testa non importava come sarebbe finita: lui teneva in vita i due ragazzi solo per divertirsi, solo per farsi due risate e per non annoiarsi.
Fu un attimo e quella risata sparì: senza neanche accorgersene, un uomo si avvicino alle sue spalle e in poche mosse lo spinse in ginocchio.
ll criminale non riuscì neanche a guardare il suo avversario dritto negli occhi perché questo lo prese subito per la gola e lo uccise buttandolo dal balcone.
Lo scotch, ora, era finito per terra.

Felicia non era ancora riuscita a riprendersi dalle parole di Testa di Martello quando, entrata in casa, vide Kraven, ferito e ansimante, sul suo divano.
"Tuo padre è tornato" disse l'uomo.
Bastarono quattro parole per farlo svenire.

Peter ormai ci aveva fatto l'abitudine: era un po' che andava a trovare ogni giorno Connors.
Arrivava alla prigione in costume, si cambiava di nascosto e, entrato nella struttura, i due iniziavano a parlare.
Connors si era redento, l'aveva aiutato ed era la cosa più vicina ad un padre che aveva.
Come ogni giorno, quindi, stavano parlando quando, senza essere avvertita dal suo senso di ragno,  la prigione esplose.

lunedì 4 dicembre 2017

Autopubblicità 12 - EFP Fanfiction





Credo, questa volta dovrei essere sicuro ma le aggiungo mano mano quindi non lo so, che questa sia l'ultima autopubblicità che scriverò.
Qui potete trovare per intero e in un formato più elegante la mia fanfiction seguito di "The amazing Spiderman 2"


The amazing Spiderman 3 - Scacco matto 5








"Mi dispiace se la cosa non ti fa piacere ma non c'era altro modo per salvarti.
Io non sarei stata in grado: mi aveva già battuto".
Felicia mise una mano sulla spalla di Peter che la scostò subito.
"Ti sei fidata di Testa di martello, gli hai assicurato che non ci saremmo messi in mezzo nel futuro.
Gli hai consegnato la città!".
Peter era arrabbiato, Felicia lo sapeva ma non avrebbe potuto fare altro.
"Io.." la ragazza non sapeva cosa dire e, infatti, non disse nulla: si voltò e scappò via.
La loro storia sarebbe finita qui?

lunedì 27 novembre 2017

The amazing Spiderman 3 - Scacco matto 4





Spiderman, Peter Parker stava per morire, stava per soffocare e non avrebbe mai detto che proprio l'uomo che qualche tempo fa aveva cercato di ucciderlo, Testa di Martello, l'avrebbe salvato.
Non fu propriamente Testa di Martello ma furono i suoi uomini che irruppero nella stanza di Kraven e iniziarono a sparare senza un obiettivo preciso.
Il cacciatore si rese subito conto della situazione e in breve si diede alla fuga.
Peter svenì e l'unico volto che vide prima di chiudere gli occhi era quello di Felicia Hardy.

lunedì 20 novembre 2017

The amazing Spiderman 3 - Scacco matto 3





In pochissimo tempo Kraven si avventò sulla gola di Peter senza nessun rimorso.
Come un animale ferito in cerca della salvezza il cacciatore non dava segni di cedimento ed aveva gli occhi inniettati di sangue.
Peter invece non era mai stato così provato in vita sua e in breve, seppur prima si era liberato, ora si ritrovava con le mani dell'uomo chiuse sulla sua gola: ancora una volta non era stato in grado di vincere o di difendersi.
Il respiro si faceva sempre più faticoso e la vista iniziava ad annebbiarsi.
Mancava davvero poco quando..

lunedì 13 novembre 2017

The Amazing Spiderman 3 - Scacco matto 2



Peter fece fatica ad aprire gli occhi.
Stava male, stava davvero male: gli girava la testa.
Il colpo di Kraven continuava a farsi sentire.
Peter stesso però non ci pensò neanche un secondo perchè capì subito di essere stato legato ad un tavolo operatorio e di essere in pericolo: il suo senso di ragno  non voleva fermarsi.
"Che cos" il ragazzo non fece in tempo a finire che Kraven uscì dall'ombra e iniziò a ridere come un matto.
"Forza ragazzo, liberati così avrò di nuovo il piacere di stenderti.
Salta via da quel tavolo così mi darai l'occasione di stenderti e di prelevati il sangue dal braccio dopo averti rimesso ko".
Kraven sorrideva perchè per lui tutto questo era un gioco.
Kraven sorrideva perchè aveva progettato tutto e aveva già dimostrato di poter battere Peter in un singolo duello.
Peter usò tutti i muscoli del suo corpo e riuscì a liberarsi dalle corde che lo tenevano legato.
Il giovane spiccò un salto e si mise subito in posizione per continuare a combattere: non era ancora finita.

lunedì 6 novembre 2017

The amazing Spiderman 3 - Scacco matto 1



Testa di martello sembrava dormire profondamente pensò Felicia.
Per questo gli si avvicinò lentamente ma anche con poca cura.
Anche lei sottovalutò il nemico.
Testa di martello infatti, non aveva mai dormito profondamente in vita sua o, quantomeno, serenamente.
La prigione gli aveva insegnato a stare sempre con le orecchie tese e aperte.
Così non solo sentì la giovane arrivare ma la fermò prima che questa si potesse accorgere di qualsiasi cosa.
Fu un secondo ed entrambi iniziarono a combattere.
L'uomo prese la ragazza per la gola salvo poi mollare subito la presa per un calcio al cavallo: Felicia non era pronta ad arrendersi ancora una volta.
Scesa a terra, la giovane saltò graffiando il boss della città al volto e allontanandosi.
Testa si toccò il volto, sorrise e si mosse per partire all'attacco salvo fermarsi quando Felicia aprì la bocca: "Voglio parlare".
L'uomo si fermò, guardò la ragazza e dopo averci pensato su prese posto sulla sua poltrona: "Che cosa vuoi?".
"Ho una proposta per te".
Testa di martello sorrise e si mise comodo.

lunedì 30 ottobre 2017

Annuncio per "The amazing Spiderman 3"



Aprofitto di questo piccolo spazio tra più articoli, domani arriverà lo speciale di Halloween, per parlare un secondo di questa enorme fanfiction che sto scrivendo.
In primis, è già stata tutta scritta.
Questa storia che state seguendo, per chi la sta seguendo, ha un inizio ed avrà anche una fine.
Non so se sarà la fine originale, non so se sarà la fine originale con una drastica velocizzazione ma questa storia avrà una fine.
Detto questo, tutto quello che avevo programmato per il futuro di questa storia, un continuo più grande diviso in più parti, non vedrà mai la luce o, quantomeno, non vedrà la luce per come l'ho progettato inizialmente.
Mi sono accorto che scrivere questa fanfiction è comunque un certo peso e vorrei fare altre cose nel frattempo, proprio per questo probabilmente questa storia finirà prima del previsto, così ho deciso di non darle un seguito nel breve termine.
Questa mia scelta però non mi bloccherà nel futuro, se vorrò, a scrivere altre storie in questo mondo.

martedì 24 ottobre 2017

The amazing Spiderman 3 - Scontro alla Oscorp 3





Peter scattò contro Kraven.
In un secondo, però, il cacciatore si girò e lo colpì al volto con un destro perfetto.
Il senso di ragno scatto ma non ci fu la minima possibilità per Peter di salvarsi.
Non se l'aspettava e non era minimamente pronto per tutta quella forza.
Kraven rise e in un secondo fu sopra il ragazzo riempendolo di pugni al volto e allo stomaco.
Peter cercò di bloccare i pugni e non ci riuscì, cerco di divincolarsi ma Kraven lo teneva fermo a terra.
D'un tratto una ragnatela si attaccò al volto di Kraven e lo accecò.
L'uomo sorrise e assecondò il ragazzo che riuscì a liberarsi salvo poi colpirlo alla testa e rendendolo innocuo.
Ancora una volta Peter aveva sottovalutato il suo avversario.

lunedì 16 ottobre 2017

The amazing Spiderman 3 - Scontro alla Oscorp 2




Eccoli lì, fermi, uno davanti all'altro.
Kraven sapeva di Peter.
Peter voleva solo far male a Kraven.
Questo era il loro primo incontro e, per entrambi, sarebbe anche stato l'ultimo.

Il ragazzo ormai aveva qualche anno di esperienza e si sentiva sicuro di sé.
Forse aveva perso alcuni colpi, con Gwen o con Testa di martello, ma dopo ciò che aveva visto, dopo Felicia non poteva fare altrimenti.
La ragazza era arrivata nella sua tana sanguinante e mezza morta.
Peter non glie l'aveva mai mostrata e non sapeva come la giovane ci fosse arrivata ma che altro poteva fare se non aiutarla?
Che altro poteva fare se non vendicarla, ora come ora?

Kraven non fece nulla, non si mosse.
Non ne aveva bisogno perché tanto sapeva che l'avrebbe fatto l'altro.
Meglio avere un vantaggio che farsi dominare dalla rabbia come il giovane.
Mancava poco alla fine.
Davvero poco.

lunedì 2 ottobre 2017

The amazing Spiderman 3 - Scontro alla Oscorp 1





Kraven si alzò dalla sedia del suo ufficio e si mise a guardare la città dall'enorme parete a vetri del suo studio: era bellissima.
Kraven ne aveva viste di città ma quella, come aveva sempre pensato, le superava tutte nel bene o nel male.
Il cacciatore sorrise e mentre accarezzava lo specchio si mise a ripensare ai suoi ultimi successi: la Gatta e il boss mafioso della città.
Erano bastati due incontri per mettere al loro posto due persone pericolosissime per i suoi piani.
Era riuscito a fare tutto ciò che doveva fare quando lo doveva fare senza sbagliare un colpo.
La caccia era iniziata il giorno in cui aveva messo piede all'areoporto e da quel momento in poi non si era più fermata.
Kraven annusò l'aria e disse:"Ci hai messo tanto ad arrivare".

Peter aveva visto Felicia, aveva visto quanto era ridotta male e sapeva che doveva fare qualcosa.
Normalmente si sarebbe preparato meglio, avrebbe pensato prima di agire ma non poteva rimanere con le mani in mano: nessuno avrebbe potuto farlo.
Aveva salvato la città da Lizard, aveva fermato Electro e poi Harry: non poteva permettere che una singola persona, per quanto particolare e misteriosa fosse, lo spaventasse.
Gli eroi non si spaventano e lui aveva dimostrato di essere un eroe.
Fu quell'idea, fissa nella sua testa, a portarlo alle spalle di Kraven, nel suo stesso ufficio, a notte fonda: lui era un eroe.

lunedì 18 settembre 2017

The amazing Spiderman 3 - La mafia della giungla


Testa di martello non era tranquillo.
Non era tranquillo quanto Kraven sperasse ma doveva arrangiarsi: Kraven voleva solo un vantaggio, anche se piccolo, e almeno quello era riuscito ad averlo.
I due "mostri" si trovavano per la prima volta uno davanti all'altro, tra di loro c'era un tavolo ma poco importava: erano nella stessa stanza.
Testa di martello aveva saputo dopo pochi giorni della presenza di Kraven in città mentre il cacciatore sapeva dell'esistenza del mafioso ancora prima di mettere piede nel suo appartamento a New York.
Ognuno sapeva dell'esistenza dell'altro e, per via dei loro affari, erano costretti ad incontrarsi.
Kraven aveva fatto la prima mossa, come il cacciatore che era, chiedendo un incontro con Testa di martello.
Il re del crimine era stato colto di sorpresa e aveva deciso di rispondere usando il suo appartamento come sede dell'incontro.
Ognuno sapeva cosa fare e come rispondere per le rime: era come se fosse una partita a scacchi mortale.
"Vorrei sapere il perché di questo incontro" chiese il padrone di casa all'ospite.
Kraven sorrise.
"Non prendiamoci in giro: io so chi sei e tu sai chi sono io. 
Ognuno sa chi è l'altro e che cosa fa.
Ho deciso di chiederti un incontro perché sto per mettere le mani su questa città in qualche modo e so che la cosa potrebbe disturbarti quindi ti avviso: stammi lontano o sarà peggio per te".
Questa volta fu Testa di martello a sorridere.
"Perché dovrei? 
No, spiegami perché dovrei ascoltare un uomo di cui pochi sanno qualcosa, perché dovrei dare retta ad una persona che non ha minimamente dimostrato di essere una possibile minaccia?
Spiegamelo e allora, solo allora, se la tua risposta sarà sufficiente ti ascolterò".
Kraven questa volta prima di rispondere si fermò, chiuse gli occhi e abbassato il capo rivoltò il tavolo che divideva i due uomini andando dritto alla gola d Testa di martello.
"Credi davvero che non sono una minaccia?
Credi che non possa uccidere te e tutti i tuoi uomini?"
Senza minimamente rispondere, dopo essersi velocemente ripreso dalla sorpresa, Testa di martello diede una testata fortissima all'uomo che lo teneva per la gola liberandosi così dalla presa.
Kraven si appoggiò al suo ginocchio per non cadere.
"Non farlo mai, non minacciarmi mai più".
Mentre i due uomini avevano iniziato a squadrarsi i vari sgherri che si erano portati dietro si puntarono subito le pistole contro: un gruppo contro l'altro.
Prima della fine, prima del momento peggiore i due capi banda fecero segno di abbassare le armi: avevano preso una decisione.
"Non ostacolerò le tue attività, tranquillo.
Sono solo venuto a dirti che qualcosa si muoverà e tu non potrai controllarla" disse Kraven.
"Fai quello che vuoi ma se solo proverai ad avvicinarti scoppierà una guerra: sei avvertito".
Kraven sorrise e prese la via per la porta.
Per ora la storia tra i due era chiusa, doveva occuparsi del ragno e della sua amica, ma prima o poi avrebbe rimesso le mani su quell'animale e allora sarebbe stato suo.

lunedì 11 settembre 2017

The amazing Spiderman 3 - La gatta e il cacciatore





Felicia si mosse veloce.
Senza far rumore, senza destare sospetti di nessun tipo.
Si cambiò d'abito e entrò in azione.
Ormai veniva a queste feste per ricchi solo per approfittarsene, solo per potersi mettere la maschera e fare quello che ormai faceva da un po': diventare ricca.
Non sapeva se era per il brivido dell'atto, per la paura di essere scoperta o semplicemente per la refurtiva.
Sapeva soltanto che si divertiva tantissimo e le andava bene.
Aveva aiutato il ragazzo ragno qualche tempo fa e questo, in qualche modo, le dava la possibilità, si diceva lei, di fare un po' quello che voleva.
Infondo che cos'era un furto rispetto alla cattura di una serie di criminali?
Che cos'era una collana o un anello o un diamante rispetto alla vita del supereroe di New York?
Nulla, quindi ora lei poteva fare quello che voleva.
Aveva salvato il ragno, rimesso in gabbia Harry che aveva evidentemente bisogno d'aiuto e ora poteva godersi il suo meritato bottino.
Questi furono i suoi ultimi pensieri prima di essere colpita alle spalle con una forza inaudita.

"Ma che cav" Felicia non riuscì a finire la frase che ricevette un pugno dritto allo stomaco.
La ragazza non era riuscita neanche ad aprire gli occhi o a girare la testa.
Lo sconosciuto la prese e la spinse con la parete iniziando a soffocarla.
Ora Felicia poteva vederlo: era un uomo di mezza età, di bell'aspetto e vestito bene.
Un uomo con una forza inaudita e uno sguardo che non lasciava dubbi: era un animale.
Prima che l'aria nei polmoni di Felicia finisse l'uomo la lasciò cadere a terra.

"Ah bambina mia" disse lui chinandosi e accarezzando la ragazza in seria difficoltà.
"Tu non ti ricordi di me ma io mi ricordo di te.
Tuo padre ti pensa sempre, parliamo continuamente di te.
Adesso non c'è però, non è qui a proteggerti ma ci sono io quindi ascoltami: basta con questa sceneggiata, basta con la maschera e basta con il ragno.
Altrimenti finirà male, molto male ".
Kraven finì la frase e colpì la ragazza con un calcio allo stomaco.
Si pulì le mani, sorrise e se ne andò chiudendo la porta.

lunedì 4 settembre 2017

The Amazing Spiderman 3 - Il ragno e il cacciatore



Mentre Peter tornava, di nascosto e molto lentamente, a casa un uomo era entrato in città.
Un uomo mai visto prima, che aveva fatto in modo di essere invisibile sino a quel momento aveva finalmente deciso di rivelarsi.
In giacca e cravatta, come un uomo normale cosa che lui non era.
Il gorno dopo, entrò alla Oscorp, alla riunione dei maggiori azionisti, strinse la mano a tutti con un sorriso e si sedè alla poltrona a capo del tavolo.
Lui era il nuovo capo dell'azienda, lui, ora, era il secondo maggior azionista della società insieme al suo socio in affari lontano per lavoro in quel momento.
Si fece dare le ultime notizie sull'azienda, guardò il mercato azionario e, firmati alcuni documenti, prese delle decisioni.
Nessuno obiettò, nessuno disse niente, era come se lo sguardo tranquillo dell'uomo avesse messo tutti a tacere in pochissimo tempo.
Finiti i " convenevoli " si mise più comodo sulla sedia, unì le mani in una piramide, sorrise ancora una volta e disse: " Vorrei vedere tutti i progetti scientifici dell'azienda passati e presenti senza nessuna distinzione ".
Alcuni si guardano negli occhi, altri si mossero subito per eseguire l'ordine.
L'uomo sorrise perchè nessuno aveva ancora capito quanto fosse pericoloso Kraven il cacciatore.

martedì 25 luglio 2017

The Amazing Spiderman 3 - Film Noir 3





Proiettili.
Proiettili dovunque senza una vera via di scampo.
Chiunque sarebbe morto ma Peter no, lui non era chiunque: lui era Spiderman.
Tramite il suo senso di ragno, che già tante volte gli aveva salvato la vita, iniziò a schivare tutti i vari colpi di pistola.
Saltando, abbassandosi e buttandosi a terra di lato.
Peter Parker sarebbe sopravvissuto ma non sapeva ancora bene per quanto.

Se infatti, bene o male, riusciva ad evitare i colpi questi erano troppi e, appena commise uno sbaglio, uno centrò il bersaglio e entrò nella spalla del nostro eroe.
Peter cadde al suolo e d'un tratto i criminali si fermano.
L'uomo a capo dell'esercito, perchè questo era, si alzò dalla sua sedia e piano piano, senza battere ciglio, iniziò ad avvicinarsi a Peter.
" Sai ragazzo, io non voglio ucciderti: infondo devo a te la mia libertà.
Se tu e la tua amica vestita da gatto non foste venuti nella mia prigione insieme a quel gruppo di pazzi travestiti io non sarei mai riuscito ad evadere e ora non mi troverei qui.
In poco tempo non avrei messo in piedi questo mini impero e non avrei quasi in mano questa città.
Quindi no, non voglio ucciderti ma devo sicuramente impedirti di fare ciò che hai fatto al ragazzo verde ".
Detto questo, l'uomo iniziò a correre e piegandosi colpì Peter con una testata come se fosse un ariete facendo schiantare l'eroe al muro.

Peter aveva il respiro pesante, la spalla gli faceva un male cane e ma non poteva perdere: semplicemente non avrebbe potuto fare le sue solite battute perchè doveva evitare di urlare per via del proiettile.
" Non dici più nulla bambino? "
Sorrise il criminale prima di tirargli un pugno facendolo volare fuori dalla porta a vetri sull'enorme balcone della stanza d'albergo.
" Andiamo, fammi vedere qualcosa, fammi vedere perchè mi sto sporcando le mani.
Mmm, magari ti serve un po' di motivazione.
Vediamo un po', sai perchè ero nel manicomio criminale?
Ho ucciso una madre e sua figlia: la donna mi aveva visto fare qualcosa che non dovevo fare, stava per chiamare la polizia quindi ho deciso di farle vedere mentre facevo cose che non dovevo fare alla figlia e poi di ucciderla.
Per avere una pena minore è bastato dimostrare di essere pazzo: che bello avere dei soldi da parte ".
L'uomo sorrise e Peter sentì la rabbia salire in tutto il suo corpo.
Fece uno scatto e si avvento contro il mostro che aveva davanti.
Questo fu preso di sorpresa, finì a terra e in pochissimo tempo tutti i suoi uomini si fecero avanti alle sue spalle sfoderando le pistole e puntandole su Peter che, solo, non potè fare altro che indietreggiare.

" Mi chiamo Testa di Martello ragazzo e questa è la mia città.
Oggi non ti ucciderò ma rimettiti in qualsiasi altro modo sulla mia strada e non tornerai mai a casa.
Lasciatelo andare ragazzi ".
Testa di Martello si girò, tutti i suoi " ragazzi " piano piano abbassarono le pistole e Peter, con le lacrime agli occhi, potè fare solo una cosa: voltarsi e andare via perchè per la prima volta era stato sconfitto.