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venerdì 15 febbraio 2019

Plus One 16 - Dating Around


Lo so, forse è un po' strano dedicare un intero articolo, anzi parliamo di un numero di una delle mie rubriche, ad un reality ma, infondo, perché no?
Questa volta baro un po' sull'idea di "Plus One" perché ho visto più di un episodio però questi prodotti seguono uno schema ben preciso che rimane identico di puntata in puntata.

"Dating around" è uscito il 14 Febbraio su Netflix e per più di un motivo dovrebbe essere un esperimento per dimostrare che esiste un modo diverso per creare questo tipo di televisione.
Non sapete di cosa sto parlando?
Date un occhiata al trailer  che vi lascio qua sotto e lo capirete.


Ok, oltre alla solita formula tipica di questi programmi che cosa notate sin da subito?
Esatto, l'enorme qualità della produzione che normalmente per i programmi di questo genere rimane abbastanza bassa e si mantiene su l'uso di una serie di videocamere modeste.
Non abbiamo riprese elaborate o cinematografiche e normalmente la luce e la fotografia non sono particolarmente curate rimanendo sulla soglia della comodità.

Questa volta però Netflix ha deciso, sorprendentemente di investire qualche soldo in più e di creare un reality che sembra, senza sè e senza ma, una serie TV romantica che racconta le "avventure" di un gruppo di single durante il loro primo appuntamento.
A rinforzare questa atmosfera da "telefilm" è la sigla iniziale che dopo aver raccontato brevemente l'idea alla base del programma, cinque primi appuntamenti e poi un solo secondo incontro con uno dei cinque, presenta i single che incontreremo come se fossero attori di una serie qualunque con tanto di fermi immagine.
Insomma, se non l'avessero presentato come un reality mi sarei fatto alcune domande.

Passati i primi minuti di stordimento, che in realtà non passano mai visto il montaggio frenetico e anche molto discontinuo, alcuni appuntamenti non li vedi per niente anche se vengono portati avanti per un po', "Dating around" continua a non convincere perché rimane superficiale e, proprio come un primo appuntamento, non ti permette veramente di appassionarti e quindi rimani freddo e anche confuso nel vedere queste persone magari baciarsi o tenersi la mano.
Il loro imbarazzo viene moltiplicato al tuo e rimane un imbarazzo impersonale perché avendo così tanti appuntamenti nello stesso momento nessuno viene approfondito e quindi è impossibile, per lo spettatore, capire se vorrebbe vedere questi due single uscire ancora insieme.

I reality non dovrebbero essere trattati come delle serie TV e dovrebbero essere in grado di farti entrare in contatto con la persona sullo schermo e non farti dire:"Mi sembra un attore"

Voto Plus One: 5
Oltre a non avere una formula vincente, almeno per me, il grosso livello produttivo rende ancora più finto il tutto, cosa che normalmente accade pure per un reality normale, vanificando qualsiasi interesse nello spettatore.
Diciamo che la prima puntata passa, volete vedere la seconda per capire bene come funziona ma poi spegnete la TV.



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Alla prossima!

#PlusOne
#DatingAround
#Netflix

venerdì 28 dicembre 2018

Plus One 15 - Deadly Class


Se SYFY riesce a non rendere la serie troppo teen o troppo ridicola e a creare una trama orizzontale continua di un certo spessore "Deadly class" potrebbe essere la prossima serie TV ad entrare nell'Olimpo dei grandi.
Dico questo perché, secondo me, il pilot di "Deadly class" è perfetto.

Siamo in America alla fine degli anni ottanta e le politiche di Reagan non hanno portato i risultati sperati oppure li hanno portati lasciando molte persone per strada in balia di se stessi.
Il giovane Marcus è una di queste persone ed è la voce narrante di tutto questo primo episodio.
Il ragazzo ci racconta i suoi pensieri, i suoi dolori e le sua paranoie anche dovute alla fine dei suoi genitori, uno dei flashback più creativi che abbia mai visto in TV, mentre vaga per la città dopo aver fatto qualcosa di terribile.
Dopo qualche tempo lo stesso Marcus sarà trovato e reclutato, è il caso di dirlo, da una scuola per giovani dotati, ah quanto adorano gli X Men in questa serie, che ha come fine quello di creare i killer perfetti.

Così, dopo i primi venti minuti, entriamo con il nostro protagonista in questa scuola spaventosa ma comunque tremendamente affascinante.
Affascinante come tutti i suoi studenti e studentesse, come i suoi insegnanti e come ciò che lì viene insegnato.
Quello che Remender ha messo su carta qui è stato riportato impreziosendo il tutto con una colonna sonora perfetta e con un cast di giovani eroi e antieroi che sembrano essere nati per la parte per cui sono stati scelti.
Protagonisti così giovani e ribelli era da tanto che non li vedevamo e sembrano fatti a posta per attirare a loro una serie infinita di fan giovani come e quasi quanto loro.
Tutto, dalle uniformi ai tratti significativi dei personaggi li rende dei merchandising ambulanti ma anche tremendamente reali e intriganti.
Anche dopo un giorno non vedo il minimo difetto in questo pilot e anzi ne voglio ancora e ancora.

Non so se sia il tocco dei fratelli Russo o la materia originale ad essere stupefacente ma "Deadly class" sembra essere un prodotto perfetto per i ragazzi e per i giovani adulti che vogliono vedere qualcosa di diverso e più scanzonato.

Punto tutte le mie fiches su "Deadly class".
Speriamo di non pentirmene.

Voto Plus One: 10
Motivazione: Un pilot perfetto senza il minimo errore.
Ti introduce a tutti i personaggi e alla trama basilare della serie con una colonna sonora portentosa.
Pieno di momenti divertenti ma anche interessanti apre una serie di risvolti che portano lo spettatore a chiedere i nuovi episodi subito.
Sembra avere tutte le possibilità per essere un successo.

Prima di salutarvi vi invito a passare sulle nostre pagine affiliate: L'angolo delle Serie TV, A Clockwork Page, HOUSE OF TELEFILM - La casa delle Serie Tv e degli Spoiler,  Keep Calm and Watch SeriesHow to get away with Fandoms,  The Kingdom Of Fandom,  Doctor Who "ita "Telefilm ObsessionTraduttori AnonimiMAhValiant Italia , Telesimo, 


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Alla prossima!

#PlusOne
#DeadlyClass

lunedì 10 settembre 2018

Plus One 14 - Mayans MC


Qui si ritorna finalmente a risvegliare rubriche abbandonate da tempo quindi rieccoci con Plus One dove analizziamo il primo episodio, libro o qualsiasi altra cosa vi viene in mente di una serie, un libro o un saga cinematografica appena usciti per capire se è un buon punto d'inizio.
Sarà un pilot abbastanza interessante?
Sarà un primo libro con uno spessore o no?
Varrà la pena di continuare dopo una prima visione?

L'idea iniziale per questa rubrica era quella di dare un voto e una sua giustificazione all'intero primo episodio, così, giusto per variare lo stile dei miei articoli.
Piano piano questa idea è venuta a mancare in questi articoli ma vorrei riniziare ad usarla.

Quindi, "Mayans MC" spin off di "Sons of anarchy" e ritorno a lidi più sicuri per quel pazzo di Kurt Sutter, che a me personalmente mancava, finalmente è arrivato sui nostri schermi aprendo questa stagione televisiva.
Che cosa possiamo dire del pilot senza fare spoiler visto che il prodotto è tanto atteso?

La storia di "Mayans MC" inizia, bene o male, com'era iniziata quella di Jax e lo stesso protagonista, Ezekiel, ricorda molto l'eroe caduto della serie originale: i due sembra abbiano la stessa rabbia e lo stesso animo tormentato tra la luce e l'oscurità.
Un volto duro tuttavia, sembra, incline alla dolcezza in qualche strano modo.
Un attore inesperto che però sembra perfetto per questa parte, per il ruolo di prospect e per ciò che la vita gli sta mandando contro.
EZ però non è uguale a Jax in tutto e per tutto, fortunatamente, è un uomo con un passato e un'eredità diversa: meno legata alla sua famiglia e più al suo passato e alle sue scelte di cui al momento è prigione ma che ancora sono nascoste nell'ombra.

La club house, l'ambientazione e i suoi compagni di viaggio sono diversi, il cambio di etnia e di cultura ha chiaramente portato a questo cambiamento, tuttavia ricordano ciò che Sons è stato e colpiscono al cuore il fan della serie che non riesce a dimenticare le vecchie emozioni.
I villain della serie, quelli che abbiamo potuto vedere, rientrano nei canoni dei prodotti di Sutter ma sono inediti per chi ha visto solo Sons e non ha mai dato uno sguardo a "Breaking bad" cosa difficile lo so ma uno ci prova comunque.

L'unica cosa ad essere un po' confusa, al momento, è la trama principale e tutte le sotto trame che, in un solo episodio, sono veramente tante e non si sa come andranno avanti.
Sutter, in questo pilot, ha veramente messo tantissima carne sul fuoco in questo primo episodio ed il tutto può o esplodere nel peggiore dei modi o arrivare ad una conclusione degna andando avanti.
Questo però solo il tempo potrà dircelo.

Detto questo andiamo al voto e alla motivazione:

Voto Plus One: 7
Giustificazione: Il pilot, secondo me, è un ottimo pilot per quanto riguarda la visione generale e i riferimenti al passato, cosa che magari può condizionare il mio giudizio, tuttavia le tantissime trame aperte sono un po' un problema a mio modo di vedere perchè non si sa dove andranno a finire.

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#PlusOne
#MayansMC
#SonsOfAnarchy

mercoledì 4 aprile 2018

Plus One 13 - I'm dying up here



So che questa rubrica manca da tanto quindi, per chi non la conoscesse o si fosse scordato, rispiegamola: "Plus One" è una rubrica in cui parlo di un primo episodio, numero, capitolo o qualsiasi altra cosa vi venga in mente, brevemente, cercando di capire se è un ottimo inizio.
Questa volta, anche se la prima stagione è finita da un po', parliamo del pilot di "I'm dying up here"

Ambientata duranti i primi anni 70, i veri anni d'oro dello stand up, e co prodotto da Jim Carrey che, cosa che non si può negare, conosce quel tipo di vita, la serie racconta la vita e i dolori di un gruppo di comici che lavorano ogni sera nello stesso club e cercano di sfondare.
Premessa semplice e, purtroppo, non capace di interessare tutti me compreso.
Però se tutta la serie è come il pilot allora lo spettacolo è assicurato

La serie infatti, nel primo episodio, non parla minimamente ed in maniera strettissima del lavoro dei comici ma tocca le vite di tutti i protagonisti più di una volta regalandoci un po' qui e un po' li la personalità di ognuno facendocela assaporare e preparandoci per altro.
In poche battute, sul finale, possiamo vedere una sorta di manifesto della serie in s'è che ci assicura la visione completa e senza censure di un gruppo di adulti che fanno i battuti e credono di risolvere i problemi ridendoci sopra salvo poi accorgersi di averli soltanto coperti.
Allo stesso tempo, questo passare di personaggio in personaggio, ci permette di conoscere tutto l'ottimo cast, attori giovani e non, altra grandissima sicurezza del prodotto di Showtime che decide, per di più, di utilizzare un attore come Sebastian Stan in un modo abbastanza anticonvenzionale.
Utilizzando un linguaggio diretto e anche abbastanza reale la serie parte senza molti fronzoli decidendo di puntare sui personaggi e non su una trama orizzontale cosa apprezzata quando si sa scrivere.

Il pilot di "I'm dying up here" è un vero gioiello.

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Alla prossima!

#PlusOne
#ImDyingUpHere

venerdì 3 febbraio 2017

Plus One 12 - Doctor Who Ghost Story




Bentornati ragazzi e ragazzi a Plus One la rubrica del blog che si concentra su un qualsiasi primo numero di qualsiasi cosa giudicando il suo status di primo numero.

Chi mi segue sa che io adoro il " Doctor Who ".
Sin da quando vidi il primo episodio qualche anno fa ad ora non mi sono mai stancato e staccato da questo fantastico universo con al centro questo folle uomo in una cabina blu.
Chi mi segue sa che io adoro i fumetti.
Qualsiasi tipo di fumetti.
Che parlino di supereroi o che siano storie reali o fantastiche: nuvolette e vignette, per quanto sia troppo semplicistico dire così, mi piacciono davvero tanto.

Quindi quando scoprì che esistevano dei fumetti su " Doctor Who " implosi e decisi che in qualche modo, appena trovata la giusta continuity cosa sempre molto difficile quando si ha a che fare con questo show, avrei messo mano su una di queste collane.
L' ultimo speciale di Natale del Dottore però, quello con il supereroe Ghost come coprotagonista, è riuscito ad avere quella che penso sia, attualmente, la collana principale dedicata al Dodicesimo Dottore  e che porterà, in qualche modo, alla decima stagione.
L'altra testata dedicata al Dottore di Capaldi per il momento racconta storie in singolo del Dottore in una non meglio specificata collocazione temporale.
Questa particolare testata invece, limitata solo ad otto numeri, è ambientata otto anni dopo l'ultimo speciale di Natale e ci si ricollega direttamente utilizzando gli stessi personaggi già visti in tv.
L'intera serie racconta di come il Dottore e tutti i protagonisti dello speciale si mettano alla ricerca di una serie di gemme simili a quella che ha donato a Grant i suoi poteri da supereroe.

Se, quantomeno, l'intera opera si ricollega perfettamente e senza neanche una grinza all'ultima serie del Dottore e all'ultimo special, il disegno e la trama in sè sono davvero davvero tanto deboli e rimangono per pochissimo in mente.
Il cattivo che si presenta sul finale del primo numero è una roba tremendamente banale che poco si assimila con l'originalità di base della serie originale.
Questa scelta di scrittura e l'idea di dare seguito ad uno degli speciali natalizi peggiori degli ultimi anni abbassano notevolmente il livello del fumetto che non riesce a risollevarsi in nessun momento.

Tutte queste piccole ma significative cose segnando il voto misero per questo primo numero.

Voto Plus One: 5

Alla prossima!

#PlusOne
#DoctorWho

mercoledì 28 settembre 2016

Plus One 11 - Pitch






Dopo tantissimo tempo torniamo con un Plus One e parliamo di Pitch, la nuova serie Fox sul mondo del Baseball.

L'ultima settimana di Agosto e tutto Settembre è un periodo molto felice per noi amanti di telefilm: è il periodo di uscita dei pilot delle nuove serie televisive.
A Settembre tornano i vecchi show che hai amato e debutanno nuove serie pronte a tentarti.
Se al momento, fatte due eccezioni non c'è davvero nulla che mi attira, molti sono rimasti piacevolmente sorpresi da qualche nuovo show, uno di questi è proprio Pitch.

Pitch è la storia di Ginny , una giovanissima giocatrice di baseball, che è la prima donna ad entrare nella lega principale america.
I pregiudizi sono all'ordine del giorno e lei insieme alla sua manager e, per il momento, al proprietario della squadra che la spalleggia si trova a dover farsi strada in un mondo unicamente maschile.
Queste blande e banali premesse, unite all'ambientazione che proprio non mi ispirava mi avevano portato a scartare in un primo momento il pilot salvo poi averlo visto più volte citato nei tweet di persone che conoscevo.
Tutte queste piccole attenzioni mi hanno spinto a tornare sui miei passi e a premere play.

Pitch è senza se e senza ma, tolta una piccola sfumatura su cui torneremo dopo,  quello che la sinossi prometteva: la ragazza fenomeno, l'ambiente maschilista e le difficoltà dovute all'inesperienza.
Ginny si trova costretta a scontrarsi contro un muro enorme creato dalle gelosie e dai pregiudizi dei suoi compagni di squadra, con i suoi dubbi e con un mondo, quello dei veri grandi professionisti, per cui non si è mai davvero preparati.
Sin qui è un qualcosa che abbiamo tutti visto almeno una volta e soprattutto l'hanno visto gli Americani che vivono di queste storie sin da quando sono bambini quindi perchè ne sto parlando?
Perchè sto parlando di un pilot praticamente banale e già visto milioni di volte?
Vedete, Pitch fa si tutto quello che è stato fatto in precedenza ma lo fa bene, lo fa davvero bene.
Non c'è un momento sbagliato, non c'è un elemento che non dovrebbe esserci o calibrato in maniera errata.
I personaggi sono accennati e approfonditi quanto devono esserlo, hanno i loro tempi e delle motivazioni chiare ma anche discutibili se viste da una certa angolazioni.
C'è una strada ben delineata ma anche un enorme spazio di manovra per rendere Pitch tutto ciò che si vuole, allargandone gli orizzonti e spingendo sull'acceleratore.
È tutto così banalmente perfetto che la serie si permette anche un montaggio musicale che fa tanto film della Domenica pomeriggio ma molto meno fastidioso di quanto si potrebbe pensare.
Il cast di attori è composto da volti nuovi e non ma ognuno punta sul suo pregio migliore e nessuno si prende davvero i riflettori se non la nostra protagonista che, in più di un momento, dimostra di saperci fare non avendo però, ancora, avuto un momento eccezionale.

Dopo aver parlato della parte banale è arrivato il momento di parlare del piccolo tocco di genio che potrebbe alzare il livello dello show in poco tempo, quel colpo di scena di cui non parlerò per non rovinare la sorpresa a nessuno e che, un po' avevo già annusato dopo i primi minuti.
Ecco, questo piccolo dettaglio non solo rende aumenta il livello ma caratterizza di più la nostra protagonista e, allo stesso tempo, da allo show la possibilità di approfondire la cosa, di renderla più cupa e di spaziare quanto vuole verso lidi effettivamente sconosciuti e sicuramente più adulti.
Questo dettaglio da la possibilità a Pitch di diventare qualcosa di più, qualcosa che sia reale e che esca dal mucchio anche perchè se il colpo di scena si rivelasse più grave del previsto, perdonatemi se non avete visto la puntata, e non una semplice cosa del momento allora i personaggi si dovrebbero muovere di conseguenza e vedremo molti nuovi equilibri.

Pitch quindi non è semplicemente un buon pilot perchè introduce tutti gli elementi e i personaggi della serie senza sbavature ma perchè apre, con poche e semplici mosse, ad un universo molto più ampio e ad una serie infinita di possibilità per il futuro. 

Voto Plus One: 9

Prima di salutarvi vi invito a passare sulle nostre pagine affiliate: Telefilm obsession the planet of happiness, Traduttori Anonimi , World of two fan girls

Alla prossima!

#PlusOne
#Pitch

mercoledì 13 gennaio 2016

Plus One 10 - Shannara vs Shadowhunters




Aria di pilot quella del dopo Natale quindi perchè non riesumare, visto che voglio riusarle tutte, la rubrica Plus One in cui parlo degli ultimi pilot che ho visto?

In questo numero ho deciso di mettere a confronto The Shannara Chronicles e Shadowhunters.

Entrambi i pilot raccontano una trama simile, molto vicina per alcuni punti, un po' banalotta se la si vuole vedere in un certo modo ma riescono, senza molti problemi, ad intrattenere chi guarda.
L'unica vera differenza tra i due prodotti è il tempo dedicatogli dalla rete per la messa in onda: mentre Shadowhunters ha un timing base, Shannara ha una trentina di minuti in più che incidono in modo tremendo sulla visione.
Il racconto di Terry Brooks sullo schermo sembra non passare davvero mai e quei minuti in più pesano come un macigno su un episodio già troppo lungo.
Shadowhunters invece, rispettando le normali tempistiche, riesce dove il film aveva fallito creando un qualcosa di un po' più concreto e visivamente più forte di quanto, tempo fa, avevamo visto al cinema.
Sempre parlando dal punto di vista visivo Shannara riesce a ricreare un ambiente molto reale ed impressionante cosa che, per una produzione " povera " come quella di MTV, è stupefacente mettendo i due serial sullo stesso piano almeno da questo lato.
Il cast invece, almeno in questo pilot, sembra essere migliore in Shannara, Manu Benett su tutti, principalmente perchè i nomi altisonanti in Shadowhunters mancano e, alla lunga, questo potrebbe essere un fattore determinante sia in positivo che in negativo: uno show svincolato da grandi nomi potrebbe essere indipendente e autonomo diversamente da uno che dipende da un piccolo gruppo di persone famose.
In definitiva i due show, se non si cerca molto, intrattengono senza problemi ed entrambi hanno una grande possibilità di migliorarsi in corsa anche perchè i libri da cui sono trasposti hanno una mitologia già ampissima.

Shadowhunter voto Plus One: 7
Shannara voto Plus One: 5

Alla prossima!

#SerialUpdate
#TelefilmAddicted
#Shadowhunters
#TheShannaraChronicles

venerdì 18 dicembre 2015

Plus One 9 - The Magicians

                                                                               




La forza di un pilot è direttamente proporzionale alla personalità dei protagonisti della serie, all'unicità o allo stile dei comprimari, alla forte premessa iniziale e ad un  finale non per forza scioccante ma comunque così convincente da far tornare lo spettatore.
Misteri e legami shock tra i personaggi possona essere un qualcosa in più ma bisogna dosarli bene, senza dare troppo ma allo stesso tempo senza dare troppo poco sembrano, rispettivamente, o già scritti e visti o insapore.
The Magicians mandato in onda ieri, cosa abbastanza strana visto che solo il 25 Gennaio la serie tornerà in onda, riesce, senza neanche un momento morto a fare tutte queste cose insieme, in maniera organica, creepy ma anche parecchio avvincente.
Inizialmente non avevo la minima intenzione di dargli uno sguardo, il tema abusato e la massiccia somiglianza con Harry Potter mi avevano fatto lasciar perdere, ma poi ho cambiato idea e sono rimasto piacevolmente sorpreso per come è stata orchestrata tutta la puntata.
Se il protagonista, tolta una possibile e interessante malattia mentale, non si differenzia dal solito cliché del prescelto, anche se non ne sappiamo ancora molto, e i molti, davvero un gran numero e tutti ben caratterizzati, comprimari sono i soliti personaggi tutti hanno una propria personalità e vederli, più volte, tutti insieme sullo schermo non è per niente male: dopo poche scene puoi già dire quali sono i tuoi preferiti e chi no.
Se i personaggi e la premessa base, pur caratterizzati benissimo e molto accattivanti, non sono molto originali, anzi forse quasi per niente, la trama del serial e i pochi misteri che ci vengono proposti non solo tra di loro si intrecciano perfettamente ma sono dosati nel modo giusto e in maniera abbastanza particolare.
L'approccio creepy e più orientato verso il vietato ai diciotto che ai quattordici, a differenza di quanto dica il rating, allontana la premessa iniziale dai film di Harry Potter toccando sempre lo stesso argomento potendo però avventurarsi in territori inesplorati.
Gli autori quindi hanno davanti a sè un grandissimo margine di manovra potendo, appunto, scrivere una sorta di HP per più grandi venendo bloccati e costretti soltanto dal libro alla base della serie che non so se seguiranno o no.
Tante strade, alcune battute e altre no, ma The Magicians ha appena iniziato e se il pilot è come tutta la serie allora siamo a cavallo.

Alla prossima!

Voto Plus One: 10

#SerialUpdate
#TelefilmAddicted
#PlusOne
#TheMagicians

lunedì 28 settembre 2015

Plus One 8 - Quantico

Avete presente quei pilot interessanti che iniziano piano piano e, mettendo qua e la qualche mistero, vi conquistano e vi fanno decidere di seguire quella serie?
Ecco quei pilot, sono pilot perfetti, poco male se poi la serie non funziona alla lunga, intanto, quel pilot, quel primo episodio, è riuscito a colpirvi profondamente.
Esistono poi, chiaramente, dei pilot scadenti e noioso, inutili e banali che non riescono neanche a far parlare di se ma Quantico, di cui parliamo oggi, non fa parte ne del primo ne del secondo gruppo ma di un terzo ben distinto: il pilot troppo pieno.
Il pilot troppo pieno è quel tipo di pilot che, come quelli perfetti, non sbaglia una mossa ed è tutto ben calibrato, tutto ciò che succede riesce ad interessarti, sino ad un certo punto, sino a quando non si oltrepassa una certa linea e dal reale, quasi reale si passa ad un'esagerazione dietro l'altra, ad una sorpresa dietro l'altra che caricano troppo il prodotto e lo rendono più irritante che interessante.
Quantico è un pilot di questo tipo che, raccontando la formazione, almeno per il momento, di sette reclute del FBI, cerca di farci capire, forse, chi, tra di loro, è l'esecutore di un attentato tremendo quasi paragonabile a quello dell'undici Settembre.
Anche se gli sceneggiatori hanno fatto un bel lavoro, inizialemente, piano piano vanno a perdersi con inseguimenti, sparatorie e vari capovolgimenti di fronte che non sorprendono ma confondono e stordiscono.
In definitiva, Quantico, come pilot, e forse come vera e propria serie, merita ma solo e soltanto se siete disposti a spegnere il cervello per un'ora e a godervi intrattenimento gratis o se invece volete farvi quattro risate e commentare uno show, che sin dal pilot non sembra volersi prendere troppo sul serio.

Voto Plus One: 7

Alla prossima!

#PlusOne
#Quantico
#SerialUpdate
#TelefilmAddicted

domenica 17 maggio 2015

Plus One 7 - Wayward Pines

Twin Peaks è stato ciò che è stato, una serie tv di successo mondiale, perchè fu una vera e propria rivoluzione " moderna " nel panorama televisivo: la trama, la regia, i personaggi e tutti i piccoli segreti che circondavano quella tranquilla cittadina americana sono stati un esempio da seguire per tutte le serie successive.
Wayward Pines, serie tratta da una trilogia di libri, sin da questo primo episodio sa dove Twin Peaks riuscì a far breccia nel pubblico e cerca di replicare il tutto nel miglior modo possibile, riuscendoci senza problemi e regalando una buona ora di intrattenimento che non solo ti incuriosice ma ti spinge a continuare la visione: che siano anni ed età dei personaggi inconciliabile o un grossissimo muro che blocca la strada Wayward Pines ti confonde e ti sorprende più di una volta.
Se ogni singolo mistero, che sia appena accennato o messo in bella vista, viene usato proprio per mettere molta carne al fuoco e creare interesse, senza strafare, è innegabile il fatto che tutto l'impianto di Wayward Pines, sicuramente del pilot non so se della serie o dei libri, sia una continua citazione a ciò che è stato storico e inusuale nel panorama televisivo degli ultimi dieci anni.
Ora questo per me non è assolutamente un problema, sinchè si prende solo ispirazione e si fa qualche strizzata d'occhio o si rimaneggia un qualcosa di già scritto senza copiare in modo insensato è una cosa che a me piace ma magari per altri potrebbe essere negativo.
Quindi date una chance a Wayward Pines che riesce in breve non solo a scrivere un buon pilot ma anche a presentare dei buoni personaggi tra cui Max Dillon, il protagonista, è il migliore.
Lasciate, almeno fino alla nuova serie del prossimo anno, Twin Peaks e entrate a Wayward Pines non ve ne pentirete.
Voto Plus One: 7

#PlusOne
#WaywardPines

domenica 12 aprile 2015

Plus One 6 - Daredevil Netflix

In questa rubrica, siamo arrivati al numero sei e la cosa mi sconvolge, non avevo mai, fino ad ora, recensito una serie di Netflix e quindi non mi ero mai trovato a dare un giudizio su un pilot di questo tipo.
Sapete che cosa è Netflix e perchè questo è un pilot atipico no?
Se non sapete il perchè, dopo avervi dato degli ignoranti, mi toccherà spiegarvi che Netflix è un servizio online ad abbonamento mensile con una libreria immensa di serie tv da vedere e alcune produzioni originali tra cui proprio Daredevil: la particolarità del tutto è che quando queste serie escono Netflix rilascia tutta la stagione prodotta da vedere subito senza problemi.
Per questo motivo Netflix e le loro produzioni originali non hanno bisogno di creare un cliffhanger alla fine di ogni episodio, sanno che la stagione é tutta li e che lo spettatore può guardare il resto in ogni momento: insomma basta sviluppare una storia e dei personaggi interessanti episodio dopo episodio, basta intrattenere per far continuare la visione che richiede poco impegno e un uso veloce.
Daredevil riesce, splendidamente, a fare tutte queste cose, senza neanche una sbavatura, regalando un'ora piena, questo il minutaggio del pilot, di intrattenimento prodotto in modo raffinatissimo dai combattimenti di strada fantastici alle musiche curatissime.
La professionalità del titolo fuoriesce da ogni scena e solo la mancanza del cliffhanger finale non convince alla fine della visione.
Se avete visto il, brutto, film del 2003 con Affleck protagonista, uno dei motivi per cui nessuno lo vuole come Batman, la storia vi sembrerà già di averla sentita ma a differenza del film prodotto dalla Fox questa volta la Marvel usa tutti attori perfetti per i loro ruoli tra cui un ottimo Charlie Cox nei panni di Matt Murduck e una splendida Deborah Ann Woll nei panni di Karen Page e il produttore della serie ,Drew Goddard, riesce ad unire tutto all'universo Marvel cinematografico con semplicissimi richiami e qualche accenno.
Se però state già iniziando a sbuffare perchè non sopportate più le storie troppo pronte alla battuta della Marvel non preoccupatevi: così come prometteva il trailer Daredevil sembra essere, almeno il pilot, molto più serio e crudo di qualsiasi altra serie e film del genere sviluppato sino a questo momento.
Credetemi non sto scherzando il sangue e gli scontri da strada abbondano e la serie non a nulla da invidiare a prodotti diciamo più " seri ".
Daredevil è la nuova frontiera della serialità Marvel e stavolta può accontentare tutti dagli amanti del fumetto duri e puri, agli adulti lontani da questo mondo fino ai bambini assetati di sangue.
Addio per ora e Bad Wolf.

Voto pilot: 8

#PlusOne

#Daredevil

#Netflix

mercoledì 5 novembre 2014

Plus One 5 - Ringo

Finalmente torno a scrivere per la rubrica Plus One, che avevo abbandonato da un po', e decido di parlare di un fumetto: Ringo di Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari.
Un anno fa i due crearono la serie Orfani, serie di stampo fantascientifico, che mi precipitai subito a comprare in edicola.
Il fumetto però non mi colpi quasi per niente: i disegni di Mammuccari erano fantastici ma la trama, almeno nel primo numero, non mi aveva preso per niente e così, spinto anche dal fatto che non riuscì a trovare il secondo volume da nessuna parte decisi di abbandonare la serie.
Ora che questa è finita e tutti ne parlano molto bene cercherò di recuperarla, quantomeno per saperne parlare, ma intanto perchè non provare ad entrare ancora una volta nel mondo creato dal nuovo curatore di Dylan Dog?

La serie nasce dalle ceneri di Orfani, primo fumetto di Recchioni per la Bonelli, e ci racconta la storia, chiaramente, di Ringo l'ultimo della sua squadra.
Recchioni decide di ambientare l'intera vicenda, almeno per il momento, nella città di Napoli e di avvicinare a Ringo tre giovani ragazzi.
Inizialmente non avevo trovato l'ambientazione um'ottima idea ma mi sono facilmente ricreduto: a parte per alcune cose non sembra proprio di essere a Napoli.
I vicoli stretti, i bassifondi e il quartier generale della resistenza però sono sporchi e tetri al punto giusto in netta contraposizione alle città più affollate e luminose della città.
Il primo numero, da una parte, ci presenta, almeno secondo me, in maniera abbastanza superficiale il gruppo dei ragazzini, approfondendone solo uno al massimo, e in maniera ottimale i protagonisti adulti della vicenda che risultano già ben caratterizzati a chi non ha letto Orfani.
Forse l'unica cosa che manca da questo punto di vista è un cattivo più indipendente, rispetto ai Corvi, e più presente alla caccia di Ringo della professoressa Juric: ho semplicemente paura che alla lunga la fuga possa venire a noia se non ci sia qualcuno con una personalità più forte a cercarlo.
Certo magari alcuni elementi, come i Corvi, per chi non conosce la trama della prima stagione potrebbero essere un attimo spiazzanti e mi sarei aspettato una spiegazione già nel primo numero ma credo che nel secondo, in uscita questo Novembre, il protagonista potrebbe iniziare a sbottonarsi su questo fatto.
Ringo però, funziona molto meglio del suo predecessore tirando fuori tantissima azione, presente anche nel primo numero di Orfani, unendola ad una trama un pizzico più interessante che si regge quasi esclusivamente sulle spalle del pistolero, ora arciere, del vecchio team d'elite.
I disegni di Mammuccari poi mi sembrano molto più ispirati e ci sono delle pagine davvero da urlo.
Insomma Ringo è la serie perfetta per chi non ha mai letto Bonelli o per chi non ha mai letto un fumetto in generale: strana e interessante al punto giusto con un disegnatore che ti cattura ad ogni pagina.
Voto: 8

Addio per ora e valar murghulis

#Ringo

#PlusOne

#IlMioQuadernoDegliAppunti

giovedì 3 luglio 2014

Plus One 4 - The Leftovers

Avete presente il dolore che si prova quando qualcuno sparisce dalla vostra vita?
Quell'assurdo vuoto che successivamente viene sostituito da un enorme buco che vi corrode dentro?
Ecco ora immaginate quel dolore moltiplicato all'inverosimile e immaginate che tutti gli abitanti della terra lo stiano provando.
The Leftovers parte proprio da questa premessa: il 14 Ottobre il 2 per cento della popolazione mondiale è sparito senza lasciare traccia lasciando gli abitanti della Terra a fare i conti con ciò che rimane.
La serie parte 3 anni dopo questo stranissimo evento e ci presenta la storia degli abitanti di una cittadina:c'è chi continua con la propria vita,chi ormai ha perso la speranza e chi in qualche modo sta ancora cercando una risposta.
È proprio l'elaborazione del lutto,in qualsiasi sua forma,ad essere protagonista della serie mostrandoci qualsiasi tipo di reazione umana, tutte ampiamente condivisibili, creando un enorme affresco di emozioni una più coinvolgente dell'altra.
Si può biasimare una donna per quello che fa dopo aver perso un figlio?
Puoi rimproverare tua figlia per il suo comportamento se questa non ha più una madre?
A distanza di 3 anni la gente non è ancora pronta a ricominciare, tutti stanno per esplodere e probabilmente è proprio questo che la serie è pronta a mostrarci.
Tuttavia, come qualsiasi serie mistery, gli spettatori si aspettano delle risposte riguardo ai molti interrogativi che lascia aperti il pilot: la sparizione delle persone, la nascita di alcune sette e le intenzioni di molti che sembrano sapere più di quanto dicono.
Tralasciando arrangiamenti musicali troppo lenti uniti a strani rallenty  e trovate un po'bislacche sopra le righe abbastanza fuori luogo, che secondo me sono state tirate fuori vista la presenza della serie su un canale come la HBO, The Leftovers si presenta con un ottimo pilot molto interessante.
Si spera che la serie continui su questa linea e eviti strane trovate riguardo alla sparizione della gente. 

Voto: 7

Addio per ora e valar morghulis

venerdì 2 maggio 2014

Plus One 3 - Bad Teacher

Se questa sit com fosse stata un'idea originale probabilmente l'avrei apprezzata di più e mi sarei goduto per bene l'intera puntata.
Ma Bad Teacher, la sit com, non è un'idea originale è una ritrasposizione televisiva di un ottimo film con Cameron Diaz e chiaramente è impossibile non fare il confronto tra i due prodotti.
È impossibile non mettere a confronto gli attori, le gag e i tempi comici trovando la serie, quantomeno il pilot, la brutta copia del film.
Ora capiamoci, non sto dicendo che la sit com sia brutta, anzi è abbastanza piacevole,ma chiunque abbia visto il film si ritrova davanti una replica più pallida di un prodotto stilisticamente perfetto e chiaramente trova la serie abbastanza inutile.
Gli attori poi, anche se bravi e perfetti per il piccolo schermo, non reggono il confronto con tutto il cast dell'opera cinematografica e rimangono figure piatte e abbastanza insulse.
I tempi comici però, cosi come le gag,riescono abbastanza bene strappandoti un sorriso e alzando il tono dell'episodio.
Tuttavia il fatto che la serie è la riproposizione di un film di due ore mi fa sorgere un dubbio:come continuerà il tutto?
Gli sceneggiatori hanno idea di cosa fare quando avranno finito le idee del film?
Sapranno portare avanti il tutto per più di una stagione se la serie riuscirà ad avere successo?
Infondo il pilot ha già presentato lo schema base della puntata e francamente non c'è nulla che non si potrebbe trovare in qualche altra comedy migliore.
Quindi boh..
Non so se consigliarvi la serie perchè anche se il prodotto non è male chiunque abbia visto il film si rende subito conto che la serie è ad un livello molto più basso e magari chi non ha visto il film potrebbe non trovare la serie abbastanza interessante e lasciare tutto subito.
Posso sicuramente dire che Bad Teacher è molto divertente in alcuni punti e meno in altri, che gli attori fanno il loro lavoro diligentemente ma chiunque abbia visto il vero film non troverà un prodotto all'altezza e potrebbe fare paragoni continuamente.
Quindi se siete curiosi stringete i denti e dimenticate quello schianto di Cameron Diaz vestita da professoressa.

Voto:6

Addio per ora e grazie di niente.

domenica 23 marzo 2014

Plus One 2 - The 100

Alla CW o sono dei veri e propri geni o dei matti che non hanno davvero idea di che cosa trasmettere: in poco tempo siamo passati dai giocattoloni per le ragazzine, Gossip Girl, ai telefilm soprannaturali, Supernaturals,per arrivare di recente ai supereroi, Arrow, finendo infine con la fantascienza decidendo di dare il via libera a quella schifezza di Star Crossed.
Ma non tutte le idee della CW, senza un vero e proprio filo logico alle volte, sono delle idiozie: molte serie citate prima sono state dei veri e propri successi e vengono continuamente rinnovate.
Uno degli ultimi esperimenti della CW in tema fantascientifico è proprio la protagonista di questo secondo episodio di Plus One: The 100.


La terra è stata contaminata da un'esplosione nucleare.
Tutti gli uomini che l'abitavano sono morti e gli unici sopravvissuti sono gli abitanti di una serie di stazioni spaziali esistenti al tempo.
Gli uomini più importanti che abitavano quelle stazioni hanno deciso di comune accordo di crearne una sola, l'Arca, e di unirsi sotto il comando di un Cancelliere.
La serie tv ci porta anni dopo tutta questa storia in un ambiente che sembra abbastanza ostile: qualsiasi tipo di crimine, se si è maggiorenne, è punito con la pena capitale e, come ogni film di apocalittica memoria con una stazione spaziale per protagonista, i viveri e le scorte stanno ufficialmente per finire cosi sembra che i piani alti abbiano deciso di sfoltire i ranghi.
Proprio per questo motivo 100 adolescenti,quelli del titolo, vengono spediti sulla terra per vedere se essa possa essere ripopolata o no evitando così i problemi sulla stazione e la seguente decimazione degli abitanti.
Tuttavia ci sono due principali problemi: per prima cosa sulla stazione spaziale fin da subito si vede che esistono degli schieramenti che a breve si daranno battaglia per prendere il potere invece sulla terra i ragazzi sembrano si uniti sotto un unica bandiera ribelle tuttavia ci sono più scontri che alleanze.
Oltre a questo la terra anche se abitabile è un posto totalmente diverso dalla nostra: gli animali, come era immaginabile,sono completamente diversi dai nostri e parecchio inquietanti in più è probabile che i nostri si troveranno ad affrontare una razza di indigeni evoluti dalle scimmie o cose così.
Ecco forse questa razza di scimmie uomini è l'unica cosa che mi ha fatto storcere leggermente il naso perchè è un'idea abbastanza vecchia e già vista.
Tuttavia l'intero pilot credo sia scritto benissimo e apparte alcune ovvietà riesce a prenderti completamente.
Gli attori risultano essere tutti perfetti e adatti alla loro parte:alcuni volti li abbiamo già visti, altri sono completamente inedite tuttavia tutti sono convincenti.
Naturalmente la serie tv, almeno fin ora, non ha fatto vedere tutti i 100 e non ha approfondito la maggior parte di loro questo non so se cambierà: la CW potrebbe aver scelto di approfondirne solo alcuni e poi farci scoprire gli altri oppure potrebbe aver deciso di bloccarsi solo sui personaggi presentati nel pilot.
Non lo so e magari preferirei,se la serie andasse avanti, che altri ragazzi venissero approfonditi e che altri vengano uccisi per avere un continuo ricambio d'attori.
Quindi brava CW ce l'hai fatta di nuovo: ti sei creata una serie tv a cui molti, me compreso, rimarranno affezionati.

VOTO: 9

martedì 21 gennaio 2014

Plus One 1 - La Notte Più Profonda

Finalmente!
Finalmente mi è venuta un'idea per una possibile rubrica nel blog: Plus One.
Ma cos'è Plus One?
Plus One è una mini recensione, a cui darò un voto a differenza delle mie normali recensioni, di un numero uno di qualsiasi tipo: passerò dai numero 1 dei fumetti alle recensione del primo episodio dei telefilm e magari ai primi episodi di saghe cinematografiche.
Come darò un voto?
Principalmente giudicherò quanto il primo episodio possa essere un punto di partenza per la gente quindi guarderò: i riferimenti al passato (quando potrebbe essere), le presentazione dei personaggi e il finale che dovrebbe incuriosire il lettore.
Ma bando alle ciance e passiamo alla prima recensione..



Inizio recensendo il primo numero del crossover "La Notte Più Profonda": nato dalla penna di Jeff Johns questa storia pone le basi per il ritorno di una serie di eroi DC deceduti nelle storie passate per dare un nuovo status quo al Corpo Delle Lanterne Verdi.
Insomma Johns, dopo aver lasciato tutti di stucco riscrivendo con successo il mito del Corpo, si trova tra le mani la possibilità di riscrivere in parte l'universo DC sfruttando le sue idee.
Quindi mentre da una parte resuscitare eroi deceduti costringe i lettori a guardare al passato ci si trova in difficoltà in certi momenti: vengono fatti alcuni riferimenti ad eroi molto datati che molti potrebbero aver difficoltà a rintracciare specialmente se la storia non è riepilogata quasi per niente.
Durante il primo numero per due o tre volte Johns cita eventi passati non rispiegandoli quasi per niente e non facendoti comprendere al meglio alcuni passaggi.
Per quanto riguarda la presentazione dei vari personaggi purtroppo si lega al punto trattato prima: molti sono personaggi poco trattati dalla DC che almeno in questo numero vengono poco esplorati e magari alcuni loro comportamenti ci risultano abbastanza strani.
Gli unici che sembrano avere una buona presentazione iniziale sono i soliti volti noti della DC come Hal Jordan e Barry Allen.
I personaggi resuscitati invece vengono presentati al meglio sia graficamente che grazie ad una buona sceneggiatura.
Forse sarebbe servito seguire di meno le avventure di Lanterna Verde, Hal, e di Flash, Barry Allen, per rendere migliore tutto l'insieme.
Alla fine gli unici personaggi che ti interessano sono proprio loro lasciando invece gli altri, anche se in pericolo,nell'ombra.
Johns però riesce a dare il meglio di se con il finale che ci mostra i supereroi deceduti pronti a tornare per uccidere chiunque è sopravvissuto.
Insomma un buon fumetto in generale ma un primo numero quasi insufficiente perchè ti costringe a guardare troppo al passato.

Voto: 6

Addio per ora e grazie di niente