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domenica 24 dicembre 2017

Le Grandi Saghe 5 - Star Wars



Dopo aver letto il fumetto dedicato a Poe Dameron posso finalmente dire di essere in pari con tutta la saga e tutti i prodotti ancora in canon dedicati al brand "Star wars".

L'intera saga, dopo l'acquisizione da parte della Disney, ha subito un cambiamento radicale ed è diventata duemila volte più semplice rispetto al passato: tutti i fumetti e alcuni prodotti audiovisivi sono stati cancellati per snellire l'intera storia.
 
Questa scelta ha eliminato moltissimo materiale valido ma ha reso l'intera saga alla portata di tutti e molto più chiara e lineare.
 Questo snellimento però ha reso i film principali in tutto e per tutto e, a differenza della vecchia produzione, il materiale bonus completamente in più e solo per i veri fan.
 
Con una storia più semplice e lineare fare i collegamenti tra i film e tra i vari prodotti è chiaramente più facile e anche più importante: "Gli ultimi jedi" ne è un esempio perfetto.

Cresciuto da bambino con questa saga mi è ormai impossibile pensare di viverci senza.
"Star wars" è la mia saga senza se e senza ma.

Prima di salutarvi vi invito a passare sulle nostre pagine affiliate: Doctor Who "ita ", Telefilm Obsession, Traduttori Anonimi, MAh 

Alla prossima!

#LeGrandiSaghe
#StarWars

venerdì 23 dicembre 2016

Le Grandi Saghe 4 - Sharknado



È dura.
È davvero dura guardare gli ultimi due capitoli di questa saga e rimanere svegli.
È dura perchè, letteralmente, ho visto il salto dello squalo di questa maledetta serie di film.
Per voi ho sofferto davvero tanto, davvero davvero tanto.
Spero che la recensione vi piaccia anche perchè questo è il primo e ultimo articolo che scriverò su questo prodotto visto che per me è arrivato al capolinea.

Il primo " Sharknado ", in tutta la sua infinita idiozia, è un film che si prende sul serio e, stranamente, è questo a renderlo un bel film.
Prendete quel " bel film " con le pinze eh, parliamo sempre di una porcheria, ma ce lo si guarda compiacere e, in molti, se lo ricordano ancora oggi.

Il secondo capitolo della saga, invece, puzza di ripiego e di riciclato lontano un miglio ma l'effetto idiozia continua e, cavalcando i punti forti del primo film, la pellicola si vede benissimo senza tanti problemi.

Il problema arriva con il terzo e il quarto capitolo: il treno di " Sharknado " si schianta in maniera paurosa contro un muro ed esplode senza pietà.
Il muro è il muro della noia, una noia che si sente tanto.
Davvero, davvero tanto.
Se il terzo capitolo si salva sino ad un certo punto, salvo fottersi con scene troppo poco stupide nello spazio, guardate a che punto siamo arrivati, il quarto episodio è un vero e proprio incidente d'auto senza vittime però così manco ti viene voglia di guardarlo.
Si parte senza un vero senso, con scene tutte slegate, bene o male, dalla storia principale giusto per scrivere un prologo raffazzonato con due o tre scene stupide.
Si continua con roba vista e rivista che ormai ha perso tutto il suo senso di novità e che, proprio per questo, appesantisce lo spettatore.
Si arriva, alla fine, a robot e a gente che resuscita.
Credo che basti.

Date un occhio ai primi due film e poi spegnete la tv perchè il resto non vale il vostro tempo.

Alla prossima!

#LeGrandiSaghe
#Sharknado

sabato 18 giugno 2016

Anteprima 4/Le Grandi Saghe 3 - The Conjuring Saga/The Conjuring 2








Per me, che grazie a mio fratello sono cresciuto a pane e horror, è diventato, col tempo, davvero difficile spaventarmi o, quantomeno, ormai quasi nessun film mi mette inquietudine e conosco, a memoria, quasi tutti i clichè del genere.
Che sia la figura dietro di te o il jump scare telefonatissimo e, alle volte, anche inutile: le ho viste tutte e anche se mi diverto chi fa parte del mucchio è intercambiabile.
I film horror non mi lasciano nulla, in sostanza, e, proprio per questo, appena ne vedo uno che riesce a farmi paura come si deve, riesce a mettermi inquietudine ne vengo subito ossessionato e non posso fare altro che amarlo incondizionatamente.
Ho sempre adorato avere paura e quando un film riesce a farlo bene allora, proprio per via della mia esperienza, si merita la mia ammirazione.

The Conjuring - L' evocazione, diretto da James Wan, riusciva a fuoriuscire dal mucchio con una semplicità impressionante, riusciva a mettermi inquietudine e, anche, a spaventarmi.
Dopo molto tempo ero tornato a provare ansia per ciò che accadeva sullo schermo.
Questo primo film, famoso ed amato da tutti, non solo viene ritenuto un piccolo capolavoro dagli adetti ai lavori ma è riuscito a genere un seguito, sperando che ci si fermi qui, due spin off dedicati ad un " personaggio " del primo film, uno girato e uno in lavorazione, e un terzo spin off dedicato ad un altro personaggio che sembra molto probabile.
Proprio per via di questo successo è a loro, solo ai film già usciti, che dedico questo numero della rubrica Grandi Saghe che, però, è anche un nuovo numero della rubrica Anteprima proprio perchè, prima di partire, sono riuscito ad aggiudicarmi i biglietti per l'anteprima del secondo episodio di The Conjuring che da noi uscirà a fine Luglio.
Come ho detto, i film a cui faremo riferimento sono tre: The Conjuring, Annabelle e The Conjuring 2.

Mentre il finale dell'articolo sarà dedicato ad un'analisi più approfondita del secondo capitolo dell'Evocazione ho deciso di iniziare parlando della storia della bambola più brutta del cinema: Annabelle.

Annabelle è il primo film del franchise uscito dopo l'Evocazione, è il suo prequel spin off ed ha già un seguito in lavorazione.
Niente male no per un titolo dedicato ad una semplice bambola?
Certo, peccato che questo, purtroppo, sia il film peggiore dell'intera saga e non credo che le cose miglioreranno neanche con il secondo capitolo.
La colpa non è del regista, il direttore della fotografia dei film di Wan, o della pesante eredità di The Conjuring ma della scrittura del film stesso che magari non sarà niente di così osceno ma non risulta minimamente interessante e tremendamente banale.
Annabelle è un horror vecchio stile, antiquato e, purtroppo, convincermi che qualcuno vuole quel cazzo di aborto in porcellana a casa è una missione quasi impossibile.
Accendete la tv su Annabelle solo se ne avete bisogno urgentemente per qualche strano motivo perchè, altrimenti, c'è sicuramente qualcosa di meglio.

Di The Conjuring, invece, ne ho già parlato: se cercate qualcosa che vi spaventi, che lo faccia senza molti effetti speciali e che sia curato nei minimi dettaggli e abbia una base reale allora questo è il film che fa per voi.
Uno dei tanti racconti dei coniugi Warren, i più famosi demonologi della storia, è alla base, nel mezzo e nel finale di questo film: non parliamo di un vero e proprio documentario ma, a quanto ho capito, le cose si sono svolte quasi allo stesso modo.
Il film è ambientato negli anni 70 e si sentono benissimo gli anni 70.
I vestiti, le luci, le persone: è come se James Wan abbia portato quegli anni alla luce e li abbia filmati dal vivo.
Filmati dal vivo e con una bravura impressionante visto che, senza dubbio, è uno dei migliori film horror mai girati.
Wan poi, con il suo tocco che trasforma tutto in oro, mette le mani anche sulla sceneggiatura dell'intero progetto facendo una scelta fantastica ma mai davvero messa in atto nei film horror: punta i riflettori sui personaggi.
Che siano comprimari o i protagonisti avrete paura per le loro vite, li adorerete e terrete a loro.
Un nome su tutti?
I coniugi Warren, interpretati da un fantastico Patrick Wilson e da una bellissima Vera Farminga: una coppia meravigliosa che vorrei si sposassero per quanto sono belli insieme.

Visto il successo del primo film e una sceneggiatura al livello del primo con, purtroppo ma poi vedremo perchè, un budget migliore tutto il team originario decide di tornare dietro la macchina da presa per girare The Conjuring 2 - Il caso Enfield.
Questo secondo capitolo è, senza ombra di dubbio, migliore del primo, aumenta tutti i lati positivi della vecchia pellicola e ne è il diretto seguito e la diretta evoluzione.
I personaggi principali sono sempre gli stessi ma non sono più come li ricordavamo: qualcosa è successo, sono cambiati.
Questo cambiamento però non li rende persone peggiori, anzi, l'amore che li lega è, forse, ancora più forte e più splendente proprio perchè va avanti anche tra vari problemi come quelli ad Enfield: piccolo paesino dell'Inghilterra in cui una famiglia, anche questa tratteggiata benissimo, è in pericolo e ha un disperatissimo bisogno d'aiuto.
Ora, mentre Wan dietro la macchina da presa è sempre più ispirato e Dio sia lodato per questo, la storia si sviluppa, bene o male, come quella del primo film sino ad un certo punto, non vi dirò sino a quando visto che è abbastanza inaspettato, in cui la storia reale viene messa da parte e ci si inventa qualcosa, forse più del dovuto, ma sicuramente molto utilizzando una buona dose di budget.
Ora, è un bene o un male?
Questo, per fortuna per voi visto che l'articolo è molto lungo, è un parere che non darò adesso ma solo dopo l'uscita del film.
Per ora la mia risposta è: dovete deciderlo voi

Tocca decidere alle volte, la maggior parte.
Quindi ditemi: credete o no ai fantasmi?

Alla prossima!

#LeGrandiSaghe
#Anteprima
#TheConjuring
#Annabelle

venerdì 20 maggio 2016

Le Grandi Saghe 2 - I Looney Toons al cinema









Come avete capito dal titolo di questo episodio e come avevo già detto nell'introduzione del primo numero questa rubrica parlerà si di saghe cinematografiche ma non sempre nel termine classico del termine: basta avere un tema forte in comune alla base per essere presi in considerazione.
Non importa che i film siano uno il seguito dell'altro o abbiano lo stesso protagonista: basta che i film siano legati.

I due capitoli che hanno portato, negli anni novanta e negli anni duemila, i Looney Toons al cinema non si possono classificare tra le saghe convenzionali, per esempio ma è proprio la saga di cui parleremo oggi: " Space Jam " e " Looney Toons Back in action " saranno i protagonisti di questo numero.

Questi due film sono gli unici prodotti Warner che uniscono attori in live action e gli animali a cartoni più famosi della Terra, non contando i personaggi Disney.
Se l'idea iniziale e alla base è molto buona e anche curiosa, Space Jam ne è la prova, la resa grafica e la trama portante del film invece è la parte più difficile che, specialmente nel secondo film, a mostrato il fianco in modo tragico ma andiamo piano e partiamo dal primo capitolo.

Space Jam è un piccolo capolavoro dell'epoca: prendete una star famosissia, mettetela sul suo solito terreno e unitela ad una novità al tempo e lo spettacolo è assicurato.
Tutti ricordano l'entrata in scena di Lola Bunny, che credo abbia debuttato ufficialmente in questo film, o alcune delle gag dei Looney Toons durante l'ultima parte della partita.
Space Jam aveva come star e protagonista principale Michael Jordan.
Michael Jordan ragazzi, uno che all'epoca non solo era sulla cresta dell'onda per i fan del NBA ma piaceva a tutti: non potevano scegliere persona migliore per lanciare un film così sperimentale.
La trama, per di più, non è niente di speciale ma riesce davvero ad intrattenere e non ho mai riso così tanto guardando un film con protagonisti Bugs Bunny e soci.

Back in action invece è, senza problemi, l'esatto contrario di Space Jam: poco spettacolare, poco innovativo e anche noiosetto.
La freschezza del primo film e il divertimento ad ogni scena vengono meno in questo secondo capitolo che perde anche lo star power del NBA e acquista un sempre divertente ma comunque un po' scialbo Brendan Fraiser che, forse proprio per questo film, perderà definitivamente il treno che conta e finirà nel dimenticatoio il che mi spiace visto che ne " La Mummia " l'ho adorato alla follia.
La trama è quella di un normalissimo film d'avventura tuttavia risulta molto datata adesso e, a quanto ricordo, risultava datata anche all'epoca.
Neanche Joe Dante, regista di piccoli capolavori come Gremlins, riesce a tenere alta l'attenzione dello spettatore regalando una regia abbastanza scialbetta che, tolto qualche piccolo colpo di genio, non è niente di particolare.

Insomma su due tentativi solo uno è andato a buon fine: ora ne aspettiamo un terzo, incrociando le dita.

Alla prossima!

#LeGrandiSaghe
#SpaceJam
#LooneyToonsBackInAction
#LooneyToons
#Netflix

mercoledì 20 aprile 2016

Le grandi saghe 1 - Paranormal Activity





Aspettando la recensione della seconda stagione di Daredevil per Venerdì, so che è passato del tempo ma ho avuto alcuni finali di stagione più pressanti, iniziamo una nuova rubrica: Le grandi saghe.
Questo spazio nel blog sarà dedicato alle saghe cinematografiche, canoniche e non, più famose della storia del cinema per un motivo o per l'altro.
 Oggi iniziamo da una delle saghe peggiori della storia per un punto di vista: Paranormal Activity.
Paranormal Activity conta sei episodi canonici, uno spin off mezzo prequel ufficiale e uno spin off non ufficiale ambientato a Tokyo.

È una delle serie horror più famose sulla terra purtroppo ed è tutta girata in stile mockumentary quindi come se fosse un finto documentario con attori sconosciuti o mezzi sconosciuti e racconta, in un certo modo, la storia di un demone millenario e di alcune famiglie che vengono toccate dalla sua influenza.
Il primo capitolo della serie è arrivato nelle sale sette anni fa e da quel momento in poi nulla ha più fermato questo franchise che, film dopo film, dimostra una fortissima trama orizzontale in sottofondo che fa capo ad una mitologia altrettanto forte spiegata, solamente alla fine, nel terzo capitolo che fa da prequel a tutte le altre pellicole.

Chiariamolo subito Paranormal Activity è una saga del cazzo: inutile, poco spaventosa, con una storia forte alla base ma mai davvero incisiva come dovrebbe e pochissimi momenti spaventosi che in una serie horror dovrebbero abbondare ma a me piace.
Si, si lo so è chiaramente folle dire che questa storia mi piace tuttavia l'idea di un horror con la telecamera a mano e una forte trama orizzontale basata sull'occulto mi faceva davvero impazzire all'epoca e, dopo aver visto il deludentissimo ultimo capitolo, ci riesce ancora.
Certo magari non viene spiegato tutto, molte scelte, anche tecniche, lasciano a desiderare ma in certi horror l'atmosfera è tutto e, se ti lasci trasportare com'é successo a me, anche una serie farlocca e poco spaventosa come Paranormal Activity potrebbe prenderti.
Quindi provateci, aprite un secondo la vostra mente e apritevi alla noia in certi punti.
Buona fortuna e guardatevi alle spalle.

Alla prossima!

#LeGrandiSaghe
#ParanormalActivity