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lunedì 24 dicembre 2018

Top Five Best Things in the DC Rebirth nel 2018 - Belle cose a fumetti


1

"Doomsday clock" numero 7

Tolti i ritardi e le difficoltà generali "Doomsday Clock" sino al suo settimo numero è stata una buonissima testata sequel del grande successo di Alan Moore e quasi capace di raccontare un altro pezzo di storia.
Con il suo settimo numero però la DC ha dimostrato di puntare tutto su questo racconto creando un singolo numero capace in toto di stupire e di mettere su determinati binari un universo fumettistico ed una storia che da quel momento in poi ha solo alzato il tiro.

2

Bendis alla DC

Uno degli annunci più importanti dell'ultima parte del 2017 è finalmente diventato realtà nel 2018 ed ha già iniziato a portare alcuni importantissimi frutti.
Se "Man of steel" può piacere come non piacere e il suo "Superman" al momento non si è distinto è innegabile che il suo "Action comics" sia veramente un'ottima lettura e che siamo tutti in attesa della "Wonder Comics" la sua nuova etichetta in cui riporterà sotto i riflettori i giovanissimi eroi DC.
Bendis può avere i suoi pro e i suoi contro ma il bene che produce è sempre migliore del suo male.

3

La fine di "Dark Knights Metal"

Che vi piaccia o no Snyder è uno degli uomini di punta DC ed uno dei più solidi.
Attualmente non amo la sua Justice League perchè si ritrova sempre ad affrontare nemici enormi e li sconfigge, bene o male, sempre allo stesso modo ma è innegabile che abbia un piano più grande nella sua mente e sappia come portarlo a termine.
Metal, iniziato quest'estate, è stato un grande calcio d'inizio per la sua nuova idea del cosmo DC, per la sua idea di Justice League e per la sua idea di universo in espansione tra barriere cosmiche e dimensioni oscure.
Un uomo con mille idee che hanno tutte una sola ed unica origine: la fine di Metal.

4

Le tre nuove Justice League

Proprio dalla fine di Metal, seguendo le idee di Snyder, sono state create tre diverse Justice League, con tre diversi obiettivi ed una stretta continuity per dare giustamente l'idea di un mondo più grande di quello che abbiamo.
Se non fosse per i problemi di produzione o di editore dovuti di "Justice League Odyssey" il tutto sarebbe ad una posizione più alta.

5

Il ritorno di Morrison

Morrison è Morrison e da qui non si scappa soprattutto se gli dai una testata come "Lanterna verde" e gli dici, bene o male, di fare quello che gli pare anche grazie al finale di "Justice League: No Justice".
Poche persone scrivono come e ciò che scrive lui.



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domenica 23 dicembre 2018

Top Ten Titoli Marvel Fresh Start 2018 - Un anno da ricordare per la Marvel

Questo 2018, per me, è stato l'anno di rinascita per la Marvel.
Tralasciando tutto il casino del "Marvel Legacy" e quella roba inutile che è "Secret empire" la Marvel è finalmente tornata a fare ottimi fumetti con il loro ultimo rilancio.
Sperando che il tutto non si bruci andando avanti, sperando che non venga annunciato un altro rilancio o un altro grande evento tra qualche mese ecco qua la lista dei dieci migliori titoli di questo "Marvel Fresh Start"

1
"Venom" per me è la miglior serie di questo rilancio.
Senza tanti twist o eventi traumatici Cates è riuscito a rilanciare un personaggio distrutto da anni ed anni di retcon creando un complesso ma comunque semplice reticolato di eventi e di personaggi con il solo obiettivo di riportare Venom al suo vecchio splendore.
In questo fumetto ci sono tutti gli anni e le passate storie di Venom utilizzare per ridare lustro al simbionte Marvel creando, finalmente, una storia con un senso senza ignorare le scelte passate.

2

Quello che fa Cates nel suo "Venom" viene fatto da Ewing.
Anche se il nuovo autore del gigante di giada non riutilizza, per sua scelta, tutta la continuity passata del personaggio decide di prenderne alcuni pezzi, di ricollocarli dove vuole e riesce a creare un nuovo universo narrativo per un personaggio che in questi anni ha faticato veramente tanto.
Dimenticare l Hulk che tira pugni e basta: qui c'è molto altro.

3

Finalmente abbiamo una testata di Captain America che racconta gli eventi successivi a "Secret empire" e descrive, nel modo giusto, un'America ferita e un eroe in difficoltà proprio per quello che è successo.
Al tempo la run di Waid mi aveva tremendamente infastidito proprio perchè ignorava quello che era appena accaduto sin dal primo numero ma qui non si scherza: l'America non si fida di Cap e Steve stesso non sa come riguadagnare la loro fiducia.

4

Anche qui, sempre in questo rilancio, si è finalmente deciso di riprendere un personaggio creato e poi abbandonato per dargli un senso, un passato da quando è stato abbandonato e una conclusione se non definitiva almeno accettabile.
Lemire scrive una storia abbastanza banale piena di rimandi ad un'altra casa editrice, ciao DC, ma lo fa solo come omaggio e con l'ultimo scopo di creare un nuovo status quo per Sentry e per dare una nuova storia a questo personaggio.

5

Questa storia in realtà non dovrebbe essere qui non essendo una testata ma solo una one shot però non posso non dirvi ancora una volta quanto Cates sia bravo nel prendere personaggi lasciati in disparte o comunque con delle storie passate incasinate e ridargli un senso.
In questo breve racconto va a definire nuovamente la figura di Carnage ed il suo legame con il suo padrone umano dandogli un nuovo inizio e aprendo la strada ad una serie infinita di storie legate alla passata continuity con l'unico obiettivo di chiudere tutte le porte che precedentemente erano state aperte per poi non essere mai chiuse.

6

Ancora personaggi abbandonati a se stessi e ancora Cates questa volta sugli Inumani per gli Inumani in un racconto che li limita, che ne descrive i problemi e li mette in una posizione diversa dal passato ma alla portata di qualsiasi scrittore voglia metterci le mani nel futuro.
Ancora una volta assistiamo alla fine di una storia iniziata molto tempo fa in maniera intelligente senza lasciare nulla al caso.
Pochi cavoli: Cates è lo scrittore di questa Marvel e spero che lo sarà per tutti i prossimi anni.

7
Quando ormai hai riacquistato i diritti cinemtaografici di alcuni personaggi ti rendi conto che devi rilanciarli perchè li hai tenuti nella merda per troppo tempo.
Allo stesso tempo ad essere tenuti nella merda erano anche i loro nemici.
"X Men Black" in un piccolo lasso di tempo ridescrive nuovamente i villain dell'universo mutante e gli ridà un'aura che precedentemente avevano perso.
Forse non tutti gli episodi saranno della stessa qualità ma comunque riescono tutti nel loro obiettivo.

8

Questa serie è qui anche se non è finita perchè mi è piaciuta di più rispetto alle due successive che sono state concluse.
Mi è piaciuta di più perchè racconta un qualcosa di nuovo e apre nuovi scenari senza avere l'obiettivo di chiudere storie passate o di creare uno shock per il lettore andando a promuovere un film in arrivo.
Qui parliamo solo di supereroi che si ritrovano a dover affrontare un problema atipico ed il tutto è dannatamente intrigante.

9

Finalmente in Marvel si sono decisi a chiudere la questione legata ai giovani X Men originali eliminando il problema alla radice ma facendolo con classe e creando una storia bella da leggere ma comunque funzionale al loro scopo.
Qui non avrete grosse spiegazioni sulla natura dei giovani X Men o su quello che gli accadrà o su tutte le loro avventure nel loro presente tuttavia c'è un finale ad una storia iniziata troppo tempo fa.

10

Se non fosse stato per il twist negli ultimi numeri questa serie sarebbe stata messa in qualche posizione più alta.
Purtroppo la voglia inutile di creare uno shock stupido per il lettore, cosa molto tipica della vecchia Marvel, è un peso enorme su una mini serie che sino a quel momento aveva fatto un ottimo lavoro nello scrivere una sorta di rebranding per il personaggio di Carol che dopo gli eventi della seconda "Civil War" non era in un'ottima posizione.

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venerdì 20 aprile 2018

Action Comics 100 - Tanti auguri azzurrone


In in mondo in cui non esistono quasi più veri eroi e sembra che solo i cattivi abbiano il potere celebrare un'icona eroica è sempre una cosa meravigliosa, almeno secondo me.
Non che non esistano veramente più i supereroi reali ma difficilmente qualcuno gira tanto a lungo quanto il protagonista di questo articolo e del millesimo numero di "Action comics": Superman.
Proprio così, mettetela come volete ma qualche giorno fa l'alieno più amato d'America ha compiuto gli anni.

Probabilmente non sono stati mille fantastici numeri ma Clark Kent rimarrà sempre Clark Kent con tutti i suoi valori e i suoi fantastici ideali.
Tutti punti fondamentali della vita e della storia di Kal El che vengono meravigliosamente celebrati in questo meraviglioso numero celebrativo.

Dopo una serie di meravigliose copertine, infatti, assistiamo alla prima storia, ad opera di Dan Jurgens, che ci ricorda come il nostro eroe non riesca a fermarsi mai neanche durante una festa in suo onore da parte dei cittadini di Metropolis e tocchi a tutti gli altri supereroi della Terra fargli godere il suo giorno libero.
Successivamente grazie a Tomasi, autore che adoro, assistiamo ad un resoconto di tutte le storie passate di Sups grazie a Vandal Savage e a qualche sortilegio magico capace di regalarci momenti e versioni mitiche del nostro amato eroe.

Dopo queste due ottime storie assistiamo a due racconti abbastanza passabile per poi arrivare ad un mini capolavoro scritto da Johns su una sceneggiatura di Richard Donner in cui osserviamo il seguito della copertina del primo "Action Comics".
Yep, avete capito bene: assistiamo ad una drammatizzazione di ciò che è accaduto dopo la magica copertina della prima storia di Superman: un confronto tra il giovane Clark e un suo vecchio amico d'infanzia a cui ha appena distrutto la macchina in cui era stata rinchiusa Lois Lane.
Un racconto capace di spiegare che Superman non è solo un alieno ma anche un profondo essere umano.

L'ultima vera bella storia dell'albo, che precede altre tre storie passabili, è quella scritta da Snyder che racconta egregiamente e in maniera atipica il rapporto tra Clark e Lex la sua nemesi principale.
Così come con Joker e Batman l'autore aveva descritto un rapporto più complicato della semplice "rivalità" così ci troviamo davanti a due uomini diversi ma anche simili che potrebbero essere amici se non fossero su posizioni antitetiche e che, in questo albo, per ripagare un debito di un certo tipo si ritrovano sulla stessa pagina e uno decide di fare un favore all'altro.
Una storia capace di descrivere un odio che in realtà li avvicina più di qualsiasi tipo di altro rapporto perché come ci insegna Moore in una delle sue opere più famose: molte volte i supereroi diventano più amici delle loro nemesi principali.

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venerdì 30 marzo 2018

Batman Dark Knight Metal - Divertimento sino ad un certo punto





Finalmente, dopo aver sbattuto più volte la testa sul mio cazzo di PC, sono riuscito a mettermi a lavoro quindi ecco qui, con un po' di ritardo, il nuovo articolo.

Benvenuti alla mia prima recensione di un evento a fumetti.
Benvenuti alla recensione di "Batman: Dark knight metal".

Ambientata nel presente dell'universo DC, a differenza di "Doomsday Clock", Metal è una serie di sei numeri, troppi direi, che vede Batman e una gran parte di tutti i personaggi DC affrontare una delle più grandi minacce per la Terra richiamata dalla run sul pipistrello ad opera di Morrison: Barbatos.

Dopo i due ottimissimi numeri prequel, da leggere uno dopo l'altro, la serie intera è, come dice il titolo, un continuo di battaglie e di momenti rock and roll.
Passiamo dai nostri eroi in armatura a mostri interdimensionali per finire con scontri all'arma bianca, in un certo senso.
Che siate fan del pipistrello o no, fan della scrittura di Snyder o no l'intera serie non solo è una gioia per gli occhi, grazie Capullo, ma è anche un divertimento continuo che non si ferma mai veramente.

Se però avete paura che ci sia troppa fuffa e poca sostanza non preoccupatevi: Snyder, per giustificare la natura interdimensionale dei suoi nuovi villan, fa un ottimo lavoro di continuity e di rimandi a storie precedenti, su tutte quelle di Morrison.
Allo stesso tempo, avendo la storia dentro il Rebirth DC, il ritorno di vecchi personaggi e di vecchi rapporti è un must imprescindibile e Snyder non si tira indietro: rivedrete volti che mancano da tantissimo e ne sarete veramente contenti.

Metal poi, fortunatamente, è una delle poche storie in cui Snyder riesce a creare un finale coerente e all'altezza dell'intera vicenda mandando il lettore a casa felice.
Certo sei numeri sono troppi, quattro andavano benissimo, ma i vari tien in non sono niente male e sono tutti veramente funzionali alla storia anche se non sono effettivamente necessari per una comprensione dell'opera. 

Con Metal, il suo primo evento crossover, il DC Rebirth fa, ancora una volta, centro.


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lunedì 26 febbraio 2018

Il mio Marvel "Fresh start" giorno per giorno sul mio Twitter e sul mio Facebook






Come avete visto negli ultimi mesi e nelle ultime settimane su questo blog e un po' in tutti i miei social il mio odio per la Marvel si è andato a formarsi piano piano, come un certo simbionte di nostra conoscenza che, ora, ha preso possesso di me.
Negli articoli precedenti a questo ho già messo nero su bianco le mie proteste e ho sputato il mio odio quindi, ora, voglio provare a fare qualcosa di positivo.

Come feci tempo fa qui e qui ho deciso di mettermi in gioco e di divertirmi un po' creando il mio Marvel Fresh Start.
Questa volta però seguirò le regole della Marvel e lo farò volta per volta, giorno per giorno.

Da domani, con un post di base da cui iniziare in cui spiego alcune cose, sino a Venerdì inizierò a "riscrivere", utilizzando gli stessi personaggi e lo stesso team creativo scelti dalla Marvel, le varie testate annuniciate dalla casa delle idee per poi fare la stessa cosa ogni volta che verrà annunciata una nuova testata.

Giorno per giorno scriverò, seguendo le loro regole, la MIA nuova Marvel.
Spero che la cosa possa interessare qualcuno.
Troverete i post sul mio Twitter e sul mio Facebook.

Iniziamo domani.

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giovedì 22 febbraio 2018

Un "Fresh start" non del tutto fresco e odiato da tutti






Io non odio la Marvel.
Io a casa sono pieno di fumetti Marvel.
Io ho iniziato a leggere fumetti con la Marvel.
Io ho l'enciclopedia Marvel a casa e quando mi va qualche volta la consulto anche.
Io adoro quello che la Marvel sta facendo al cinema, certo ormai i loro film mi annoiano come ho detto qui ma sono sicuramente da ammirare per quello che hanno fatto.

Io amo la Marvel, quella del passato però.
Quella che non riniziava con un numero uno ogni anno.
Quella che non eliminava personaggi e testate a caso perché non era in evidente stato confusionale.
Io amo la Marvel ma non quella di ora.

Solo cinque, cazzo, di mesi fa ci siamo ritrovati su questo blog con un articolo simile a questo.
Un articolo dove mi lamentavo dell'ennesimo reboot Marvel senza capo ne coda, fatto alla velocità della luce senza un vero e proprio senso.
Perché il "Marvel Legacy" era proprio questo: un rilancio senza anima, fatto tanto per fare e terribilmente miope.
Un rilancio così miope che ora, dopo solo cinque cazzo di mesi, mi tocca rileggere di un nuovo rilancio, di un'ennessima volontà di creare nuove e meravigliose storie diverse dal passato.

PECCATO CHE STA COSA L'AVETE DETTA OTTOCENTO VOLTE NEGLI ULTIMI DUE ANNI CHE CAZZO.

Quindi è chiaro che a me, che amo questo mondo, venga ormai da vomitare alla vista di un nuovo numero 1 o alla parola RILANCIO.
Perché ho un cervello e mi rendo conto di quanto il tutto non faccia bene all'industria e non aiuti la Marvel o porti nuovi lettori.
Perché quando rilanci tutte le tue testate ogni quattro secondi è evidente che non sai più che cazzo fare della tua maledetta vita e quindi speri che cambiare una virgola, in questo caso un numero, ti salvi.

Peccato che non sia più così.
Peccato che la DC ha dimostrato, con il suo Rebirth, il contrario di questa idea e che le loro STORIE, perché loro fanno storie maiuscole, valgono duemila volte più di quelle della distinta concorrenza che ormai sta palesemente copiando la casa avversaria.

Che poi, per carità, si è pure possibile che la qualità delle storie si alzerà e che faranno dei cambiamenti meravigliosi ma la sostanza delle cose non cambia: non puoi continuare a stecca con dei cazzo di numeri uno.
Non puoi continuare a stecca a riniziare le tue testate perché non riesci a fare nulla di meglio per alzare le tue vendite.
Anche perché sai cosa puoi fare?
SCRIVERE BELLE STORIE O PUBBLICIZZARE MEGLIO I TUOI MIGLIORI PRODOTTI.
Perché nel "Marvel legacy" ci sono delle belle storie, ci sono stati grandi eventi peccato che si perdano tutti nella confusione che è la tua azienda.
State sprecando il vostro potenziale e io non lo accetto.

Il Marvel "Fresh start" sarà l'ultimo rilancio della casa delle idee che leggerò.
Punto.
A sto giro ho deciso.
Quindi, spero con tutto il cuore, che mantengano una singola linea per una maledetta volta e mi permettano di non rinunciare ad una cosa che amo così tanto.

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giovedì 1 febbraio 2018

Quando la Valiant venne comprata dalla DMG






Quasi un mese fa, il 9 Gennaio ad essere precisi, mi sono finalmente messo in pari con tutti i fumetti usciti dal rilancio del 2005 della Valiant.

Tutti bei fumetti, ognuno diverso dall'altro.
Magari non perfetti ma fumetti che volevano intrattenere, insegnare e anche ispirare che li leggeva.
Credeteci o no: vedevo più anima in quei fumetti che in quelli Marvel.
Non importava se i loro eroi non avessero il loro posto sul grande schermo: avevano un posto meraviglioso su della carta.
Ci ho messo molto a mettermi in pari con gli arretrati, meno a riprendere le testate regolari e non ancora in pubblicazione e qualche giorno fa, in un momento, tutto mi è caduto adosso: la Valiant era stata acquistata dalle meravigliose mani di Dinesh Shamdasani  ed era finite in quelle della DMG compagnia di produzione cinematografica che già aveva una quota nella società.

Dinesh era, a mio modo di vedere, la vera anima della nuova Valiant: secondo me era lui che coordinava i lavori e, allo stesso tempo, manteneva la gente "in riga" riuscendo anche ad accaparrarsi grandi nome come lo sceneggiatore  Eric Heisserer.
Dinesh aveva acceso la fiamma e aveva attirato a sè autori meravigliosi come Venditti o Jody Houser o Matt Kindt.
Autori giovani, con una visione nuova.
Questa nuova Valiant, proprio per Dinesh, era "il mondo fuori dalla vostra finestra".
Il mondo nei fumetti Valiant non era un mondo finto come quello DC o un mondo ritoccato come quello Marvel. era più attuale e più vero.

La DMG, invece, è una semplice casa di produzione cinese che, seppure, di recente ha messo le mani su grossi prodotti come "Iron man 3" e "Looper" è solo una casa di produzione e non una casa editrice.
Cosa potrà fare?

Ora, parliamoci chiaro, non è ancora arrivato il momento di piangere e di strapparci i capelli, a parte per l'addio di Dinesh, ma per la nostra amata casa editrice ci sono due vie percorribili.
Analizziamole insieme:

La prima via, chiaramente la più rosea, è quella che vede la DMG non toccare minimamente il settore fumettistico, lasciando i contratti degli autori e di tutto lo staff identico a prima, se una cosa non è rotta non devi aggiustarla, e preoccuparsi soltanto della riproduzione sul grande e piccolo schermo, in ogni forma di media, degli eroi Valiant.
Chiaro che questo, in parte, possa portare la DMG a costringere la Valiant a creare nuove testate tuttavia si spera, in questa visione delle cose più rosea, che il tutto venga programmato con un certo criterio e che non si faccia una corsa alla nuova testata e al film o alla serie tv seguendo la Marvel, dal lato del fumetto, e la DC, da quello del cinema e della tv, nella loro folle corsa.
Un universo cinematografico e, se si vuole, televisivo, deve nascere lentamente e può, in questo caso dovrebbe, essere sostenuto da una controparte cartacea che replica quelle stesse avventure o le segue in un certo modo senza rinunciare, però, alla qualità delle storie,
Si possono, anzi si devono, fare bei fumetti prima di fare dei bei film e dopo si devono mantenere entrambi.
Il fumetto deve invogliare chi legge ad andare a vedere il film e viceversa.
Allo stesso tempo, l'investimento della DMG, potrebbe portare alla riacquisizione di personaggi come Turok e a, magari, degli esperimenti per quanto riguarda l'universo dei videgiochi mantenendo, magari, il patto già stretto con la Sony la migliore cliente per creare un universo fumettistico.
Si spera, semplicemente, che l'universo fumettistico di partenza non venga snaturato o non muoia perchè è da li che si deve partire per avere dei buoni prodotti per il cinema, la tv e i videogiochi.
Un nome che mi piacerebbe vedere in cima a tutta la baracca fumettistica, visto il suo stretto legame con Dinesh, è quello di Warren Simons sempre più presente al fianco del suo capo durante i grandi eventi e, forse, persona capace di mandare avanti la baracca prima di passarla nelle mani di una persona più "particolare": Matt Kindt sarebbe perfetto.

La seconda possibilità, la peggiore, è che la DMG tocchi e distrugga l'attuale Valiant.
La casa di produzione cinese potrebbe bloccare, ad un certo punto, tutte le varie testate ancora in pubblicazione, finite o no, e resettare l'intero universo vanificando, in parte, tutta la nuova fan base, e, sicuramente, tutto il bel lavoro di costruzione e di rilancio fatto negli anni passati.
Il reset potrebbe invogliare qualcuno di nuovo e sarebbe un ottimo lancio per i nuovi film ma sarebbe estremamente deleterio per il pubblico più hardcore che potrebbe non ritrovarsi più in un mondo che prima amava e che, comunque, è stato rilanciato poco tempo fa.
Allo stesso modo, la DMG potrebbe mantenere l'attuale situazione della casa editrice senza resettare nulla ma potrebbe o fermare completamente le rotative per un po' o premere sull'accelleratore e creare tante testate per invogliare qualcuno a comprare i diritti per un nuovo universo cinematografico concludendo, in qualche modo, il rapporto già stretto con la Sony.
Più testate, tutte insieme, minerebbe la qualità generale e i continuo collegamenti che avevano reso il nuovo universo Valiant ciò che è ora e ciò che tutti noi amiamo.
Allo stesso tempo potrebbero, per qualsiasi motivo, crearsi dei problemi con gli autori e i disegnatori colpendo, ancora, un altro punto importante della nuova Valiant: la forza artistica dietro ad ogni albo.
La DMG si trova davanti un infinito universo di possibilità che potrebbero o non potrebbero distruggere tutto ciò che sino a questo momento è stato fatto.
Gli basterebbe un schioccare le dita per eliminare chiunque non faccia ciò che loro dicono o che, secondo loro, non sia utile alla loro nuova causa.

Chiudo l'articolo su una nota positiva: quando la Marvel si trovò, agli inizi degli anni 2000, in una crisi nerissima un uomo che non aveva mai avuto a che fare con i fumetti, Bill Jemas, venne messo a capo di tutto e, da quel momento in poi, le cose non fecero altro che migliorare.
Jemas portò una ventata d'aria fresca e spronò la Marvel ad osare con, per esempio, il Marvel Ultimate Universe.
Ora, qualcuno di voi potrà dirmi che il Bill Jemas della Valiant era Dinesh e potrei anche credergli però vorrei continuare a sperare.

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mercoledì 25 gennaio 2017

La vittoria dell'uomo di ferro e la vittoria del capitano




La prima Civil War Marvel è una delle saghe fumettistiche a cui sono più affezionato per svariati motivi ma in primis, perchè ha una qualità altissima.
La seconda Civil War Marvel, invece, manca davvero tanto di qualità e di originalità ma mi ha regalato un finale emozionante.
Questo meraviglioso finale mi ha ricordato l'epilogo altrettanto bello della prima Civil War e, allo stesso tempo, mi ha spinto a scrivere questo piccolo non so bene cosa dedicato a questi due finali.
Spero che la cosa vi piaccia.

Maggio 2007 - Finisce la prima Civil War

La guerra è finita e il re ha vinto.
Tony Stark alias Iron Man è il nuovo direttore dello SHIELD, il suo schieramento ha vinto e a breve l'Iniziativa dei 50 stati verrà messa in atto.
Tony Stark ha battuto Steve Rogers.
Iron Man ha battuto Captain America.
Steve è in manette, in catene e sta venendo portato in Campidoglio per essere giudicato e poi imprigionato per ciò che ha fatto.
Tutto è perfetto, a suo modo, ma nulla rimane mai così: basta un colpo ben assestato da un cecchino per mandare tutto in frantumi.
Steve Rogers muore come l'ultimo dei criminali ma il tutto viene fatto dove tutti possano vederlo e ricordarlo li, fermo a terra sanguinante.
La morte di uno dei più grandi eroi della storia, se non il più grande, fa sprofondare la comunità dei supereroi nel caos, vincitori e perdenti della guerra, e mette Tony di fronte al corpo di quello che è, a tutti gli effetti, il suo migliore amico.
Tony piange, urla e maledice se stesso per tutto ciò che ha fatto e per tutto ciò che è successo: la colpa è sua.
La guerra è finita, lui ha vinto ma la sua è una vittoria vuota e senza un senso: la darebbe sicuramente indietro per la vita del suo amico.
Tony Stark è l uomo che porta la corona ma questa quanto pesa?

Gennaio 2017 - Finisce la seconda Civil War

Questa volta, nella tomba ad aspettare il vincitore della guerra, non c'è Steve ma Tony.
Questa volta il futurista, l'eroe più intelligente del mondo ha perso la guerra, non ha visto più in la del suo naso e ha sbagliato le sue ultime mosse.
Tony Stark, colui che aveva vinto la prima guerra civile dei supereroi ha perso.
Ad affrontare il vendicatore di ferro è stata la bella e formidabile Carol Danvers alias Captain Marvel.
Carol ha deciso che per un ragazzo in grado di prevedere il futuro con non si sa quale grado di certezza valeva spaccare la comunità superumana in due e " uccidere ", sul finale, Tony Stark stesso.
Tony, invece, ha cercato in tutti i modi di evitare lo scontro, ha cercato di far aprire gli occhi su un problema tangibile: sul fatto che non si sapesse da dove provenivano quelle visioni, sul fatto che non si può punire qualcuno prima che faccia qualcosa di male.
Un confronto semplice, banale ma inasprito da tutto ciò che prima era accaduto tra gli eroi.
Ora Tony è li, nella stanza, ma a raggiungerlo non è Carol, non la vincitrice come Tony lo era durante la prima guerra, ma Steve Rogers.
Steve ne ha viste tante dal suo ritorno dalla morte, Steve è l uomo che è sempre stato ma è anche un uomo diverso.
Qualcuno, un suo vecchio nemico, è riuscito a mettere le sue mani sul passato e sulla mente di Steve modificandolo e trasformandolo in qualcun altro.
Questo non è più lo Steve di un tempo è un uomo che ormai si trova dall'altra parte della barricata, che sta muovendo tutti i fili giusti e che presto, molto presto prenderà il controllo di tutto.
Questo è uno Steve meticoloso, perfetto in ogni sua piccola mossa e capace di ingannare chiunque.
Questo è uno Steve arrabbiato, arrabbiato e furioso perchè ora che è tutto pronto, ora che il suo piano può iniziare Tony non sarà li a tentare di fermarlo.
Tony non potrà mettersi in mezzo e lui non potrà prendersi quella vendetta che tanto brama, non potrà dimostrargli che si sbagliava, non potrà fargli rendere conto di quanto la sua visione del mondo sia errata.
Steve è furibondo perchè non potrà trasformare in macerie tutto ciò che Tony ama davanti ai suoi occhi.

Alla prossima!

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mercoledì 8 giugno 2016

American Comics In A Flash 5 - Batman Rebirth







Rebirth, rinascita, parola chiave del nuovo, ennesimo, rilancio in casa DC, compare più e più volte durante questo nuovo numero uno di Batman.

La rinascita è quella di Calendar Man.
La rinascita è quella di Bruce Wayne e di Batman stesso dopo gli eventi di End Game.
La rinascita è quella di Duke Thomas prima Robin e ora, e in futuro, altro.
La rinascita è quella della testata che torna, in qualche modo, alle origini e, ampliando i propri orizzonti, guarda al futuro senza fermarsi.

Batman non può morire, ci è stato dimostrato più volte, Batman non può essere sconfitto defintivamente: lui ritorna, ritorna sempre migliore di prima e con nuove idee per fermare il male.
Questo albo ce lo ricorda, magari non nel migliore dei modi, è pur sempre un' introduzione, ma ce lo ricorda con una semplicità disarmante e, magari, anche un po' troppo.

Se però, troppi saranno i riferimenti, la rinascita dell'uomo pipistrello ideata da Tom King è una rinascita pensata, concreta e ragionata.
Non è sicuramente un qualcosa di buttato al vento o di scritto li tanto per scrivere: è l'inizio di un lungo percorso che, speriamo, continui la leggenda di Batman come l'aveva continuata Morrison e come aveva fatto Snyder.
Batman è una leggenda, è il più grande baluardo del bene contro il male nella sua forma peggiore.
Batman non muore mai: ricrea se stesso in un ciclo infinito, di dolore ma, anche, di gioie.

Quindi, in definitiva, lo consiglio?
Si e no.
Si perchè Tom King è una garanzia e Batman è Batman e, se già i due in singolo assicurano sempre, almeno, un buon prodotto insieme è quasi, se non completamente, impossibile che il risultato sia scadente.
No perchè, come chi mi conosce sa, non sono minimamente un fan delle ultime decisioni editoriali DC e Marvel e bisogna, per forza, dare un segno alle case editrici che questa linea non paga e non pagherà più.

Alla prossima!

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giovedì 26 maggio 2016

Soldi o continuity? - Reboot Dc e Marvel









Preferireste guadagnare molti soldi o rispettare e " giocare " con un' enorme continuity di un universo immaginario?
Tolto che la risposta di tutti sarebbe, chiaramente, i soldi, io, personalmente, preferirei la continuity mentre, a quanto sembra dalle ultime notizie, la DC e la Marvel preferiscono la moneta sonante.
Perchè?
Che ripercussioni ha questo sul lettore?
Sono contrario o favorevole?
Cerchiamo di scoprirlo in questo nuovo articolo uscito di Giovedì per scusarmi della mia sparizione di ieri.

Ieri una persona mi ha chiesto per quale motivo l'idea di un ulteriore reboot DC e di nuovi rimaneggiamenti con nuovi numeri uno Marvel mi facesse così arrabbiare da decidere di stoppare gli acquisti delle due maggiori case editrici americane.
Ci ho pensato un po' e gli ho dato una risposta, molto semplice, corta ma anche d'impatto: " Mi sono rotto il cazzo ".
Si, mi sono rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo di dover continuare a guardare i nuovi disegnatori e scrittori di una testata solo per capire a che punto stiamo, mi sono rotto il cazzo di grossi e piccoli cambi nel passato dei personaggi, mi sono rotto il cazzo di avere otto numeri uno e, tra un po', neanche un numero dieci e mi sono rotto il cazzo di non sapere di quale Batman sto leggendo le avventure o di quale formazione degli Avengers sia ufficiale.
Mi sono rotto il cazzo di non capire niente perchè, volutamente, non mi vogliono far capire niente.

Tutti questi continui numeri uno, tutti questi stravolgimenti di continuity e dei personaggi stessi non fanno bene, non fanno minimamente bene perchè avviliscono il mondo creato, sviliscono il concetto di eredità sempre presente nel mondo DC e spezzano così tanto la storia da rendere impossibile un crossover così forte dal punto di vista emozionale e così incisivo dal punto di vista della storia come Civil War in casa Marvel.
Un reboot continuo uccide i personaggi che senza più un passato non hanno nessuno spessore, nessuna dimensione: sono una maschera senza vita che fa cose senza un perchè non sapendo neanche come ci è arrivato.

Io sono un fan della continuity.
Qualsiasi universo narrativo di spessore ha una forte continuity alla base.
Questa da un senso a tutto, arricchisce il quadro d'insieme e, soprattutto, ti fa sentire davvero l'importanza della storia, qualsiasi storia.
Volete un esempio?
Non so se qualcuno di voi l'abbia letto ma quello di cui voglio parlare è il Batman di Grant Morrison.
Morrison, autore scozzese molto famoso per il suo stile e la sua bravura, scrive uno degli archi narrativi più belli, dedicati all'uomo pipistrello, saltato agli onori della cronaca anche perchè l'autore è riuscito a unire, nel passato del personaggio, in maniera coerente tutte le storie precedenti dedicate a Batman.
Il Batman di Morrison non è solo il Batman di Morrison: è il Batman di Kane, è il Batman di Moore, è il Batman di Knigthfall ed è tutti i Batman passati.
Morrison non ha scritto solo una semplice storia, Morrison ha scritto LA storia di Batman perchè è un compendio, è l'unione di tutto: Batman è completo, non ha dubbi e non ne ha neanche il lettore.

Se questi reboot portassero ad una continuity completa e definitiva, con tutto o quasi tutto il passato delle due case editrici, allora mi andrebbe bene, sarei anche contento ma così non sarà: non tanto per la Marvel, hanno appena fatto il loro unico reboot in anni, ma per la DC che tra una settimana potrebbe già cambiare idea.
I reboot servono se hai anni e anni di storia alle spalle, se vuoi snellire il tuo universo, non a vendere numeri uno.

Certo le vendite salgono, la notizia fa scalpore ma quanto dura?
Molto poco, statisticamente cala tutto col terzo numero.
Quanto può ancora durare questo stupido sistema del " Novità! "?
Spero che finisca a brevissimo perchè questa cosa mi disturba alquanto.
Perchè non vendere una buona storia e basta?
Che non ne siate più capaci?

Alla prossima!

#DCComics
#MarvelComics
#MarvelNow
#DCRebirth

venerdì 29 gennaio 2016

Secret Wars 9 - Starcrossed






Difficilmente qualcuno riuscirà mai a convincermi del fatto che Secret Wars sia un bel crossover e, soprattutto, che sia un crossover degno di " concludere " l'attuale era Marvel e aprirne una nuova.
Era un evento iniziato nel migliore dei modi, con ottime premesse e usando un plot non banale e abbastanza curioso, magari non facilmente amabile ma comunque interessante e poi, come al solito, sono riusciti a rovinare tutto.
Normalmente la Marvel riesce a rovinare le sue storie andando a parare sul solito status quo, tornando al punto zero o perdendo la bussola finendo il tutto stupidamente e, questa volta, sono riusciti a fare tutte queste cose contemporaneamente.
Secret Wars aveva un punto base, un nemico vero e proprio con uno scopo e nelle poche pagine dell'ultimo numero, dopo una serie infinità di perdite di tempo, sono riusciti a risolvere l'intera situazione, difficile da risolvere eh, nella maniera più idiota possibile, con due semplici parole e senza un vero e proprio significato.
Alla Marvel sono contenti, soddisfatti ma credo che lo siano principalmente perchè a loro bastava solo arrivare, nuovamente, al punto di partenza, resettato a dovere, e poi riniziare senza preoccuparsi di come si fosse arrivati a quel punto.
Peccato, peccato davvero perchè mi sarebbe piaciuto leggere una storia migliore, meno stupida e a tirar via di quanto normalmente la Marvel fa ma direi che è quasi impossibile.

Alla prossima!

#SecretWars
#Marvel
#MarvelComics

martedì 15 dicembre 2015

Secret Wars 8 - Marvel Zombi

                                                                           



Pantera Nera e Namor più un guanto dell'infinito e un gran numero di zombi chiudono il penultimo numero di Secret Wars dandoci appuntamento a, credo, non si sa quando per il finale.
Già nelle precedenti recensioni ho detto quanto Secret Wars sia un continuo godimento per i fan per via degli scontri epici che propone e che, allo stesso tempo, sia costruito abbastanza male, principalmente, perchè ti chiede di leggere tutte le testate legate al maxi evento, cosa abbastanza impossibile.
Questo ultimo numero, non si discosta minimamente dal canovaccio di tutto il crossover lasciandoci da una parte soddisfatti e dall'altra perplessi per come siano accaduti determinati avvenimenti e troncando a metà la bellezza dell'intera opera.
Civil War è, a mio modesto parere, il miglior crossover Marvel dell'era recente non solo per il suo fortissimo intreccio e impatto emozionale ma anche perchè non c'era davvero bisogno di leggere tutte le testate correlate e Secret Wars cerca di emularlo in qualche campo fallendo però miseramente nel confronto principalmente perchè viene schiacciato dalle regole commerciali della Marvel che mal si uniscono alla libera e completa fruizione di una storia.

Alla prossima!

#SecretWars
#Marvel
#MarvelItalia
#MarvelCrossover

giovedì 3 dicembre 2015

Secret Wars 7 - Into the Badlands

                                                                             



È davvero difficile parlare male dell'ultimo numero di Secret Wars: la grande battaglia che ci aspettavamo e tanto fan service sono i protagonisti di questo numero così come volevamo tutti.
Hickman, infondo, anche se ci ha fatto aspettare un po', il sesto numero di Secret Wars è di Agosto, ci ha finalmente portato ciò che ci aveva promesso dal primo numero di questo grande evento quindi perchè parlarne male?
Perchè Secret Wars 7 è, a conti fatti, se lo si vuole vedere, il riflesso del crossover stesso nel suo complesso: tanti personaggi, tanta epicità, tanto fan service ma alcuni buchi logici e poche cose davvero concrete.
Quante volte mi sono lamentato per la mancanza della grande guerra che ci era stata promessa?
Quante volte ho detto che Secret Wars non era ciò che ci era stato promesso?
Ecco, questo numero finalmente mi da tutto quello che chiedevo peccato che lo faccia nella maniera sbagliata, senza un vero e proprio filo conduttore buttando qua e la personaggi e conflitti con un trascorso che chi non legge tutte le testate di Secret Wars non può sapere.
In un singolo numero tutto quello che c'era un fumetto fa è stato mandato a puttane, a caso e in un modo abbastanza grossolano lasciandoti si ad uno scontro vero e proprio, epico certamente ma, purtroppo, completamente insensato.

Alla prossima!

#SecretWars
#Marvel
#MarvelIt

martedì 13 ottobre 2015

Secret Wars 6 - Three

Finalmente, dopo credo un mese di pausa, e in attesa di vedere Fargo per poi recensirlo, ho deciso di continuare la serie di articoli dedicati all'ultimo evento in casa Marvel: Secret Wars.
Se l'ultima volta ci eravamo lasciati con un numero, nuovamente, pieno di informazioni sulla creazione e sulla società di Battelworld questo mese non è da meno, non tralasciando però la trama vera e propria del crossover che fa alcuni passi avanti magari non proprio significativi ma li fa comunque.
In poche pagine, infatti, non solo vediamo come alcuni personaggi, come i due Reed e i due Spiderman, si siano ritrovati ma li vediamo anche collaborare per trovare una soluzione a Battelworld stesso e per capire come comportarsi con Destino.
Intanto, mentre scopriamo come sono nati e che fine hanno fatto i F4 di questo " universo " , Valeria, figlia di Destino in questo mondo, decide finalmente da che parte stare e siamo spettatori di un grosso punto di svolta nella trama, forse troppo esagerato ma, vista la natura di tutta la storia, comprensibile e sopportabile.
Hickman, come già si vociferava da qualche mese, ha richiesto alla Marvel un numero in più per completare la storia e sono d'accordo con questa richiesta visto che, secondo me, abbiamo sacrificato qualche numero per un'approfondimento di cui forse avremmo fatto volentieri a meno o che sarebbe potuto essere il protagonista di qualche collana secondaria: Hickman, in definitiva, è riuscito a non cadere nei suoi soliti clichè perdendosi però nei meandri della sua stessa storia.
Sperando che il trend finalmente cambi e si arrivi ad un numero più sostanzioso ci rivediamo tra un mese.

Alla prossima!

#SecretWars
#Marvel

mercoledì 12 agosto 2015

Secret Wars 5 - Olympus

Se l'ultimo numero di Secret Wars sembrava finalmente dare inizio a qualcosa, il quinto episodio, ancora una volta e forse è anche troppo arrivati a questo punto, ci riporta ad un clima di serenità latente e ci apre un'altra finestra sulla creazione dell'universo di Battelworld.
In sostanza le premesse dello scorso spillato vengono tralasciate per raccontare l'ennesima preparazione allo scontro finale e per riparlare di ciò che successe tempo prima: non importa se ormai Battelworld è pieno di minacce e se Doom ha ucciso Strange, Hickman perde tempo e non entra nel vivo dello scontro lasciandoci con l'ennesimo finale che ci lascia presagire una serie infinità di fuochi d'artificio anche se ormai la paura è che questi non scoppino mai.
Manca davvero poco alla fine di Secret Wars e questo quinto numero ci lascia con l'amaro in bocca principalmente perchè non succede nulla anche se sarebbe davvero ora.
Addio per ora.

#SecretWars
#MarvelComics

giovedì 16 luglio 2015

Secret Wars 4 - Doomed

Finiti i numeri d'introduzione, Hickman decide di dare subito il via alle danze non solo raccontandoci lo scontro tra la Cabala e la polizia dei Thor ma facendo riunire a questi due contendenti prima il gruppo di eroi salvato da Reed e, infine, il Dio in persona di Battelworld: Dr. Destino. Se i Thor e la Cabala se le danno di santa ragione, Reed e i suoi si confrontano sul loro attuale presente e sul loro futuro anche se Strange, a conoscenza di tutti i cambiamenti accaduti, decide di non metterli al corrente su tutta la verità subito ma di farsi aiutare per fermare i nuovi arrivati.
Destino arriverà quasi alla fine dello scontro facendo scappare la Cabala e confrontandosi con il gruppo dei sopravvissuti e Strange stesso: Destino non vuole che qualcuno turbi la quiete del suo nuovo mondo ed è disposto a tutto per evitarlo.
Così, dopo un breve botta e risposta con Reed, mentre l' ex nuovo sovrano di Latveria sta per colpire i nostri eroi, Strange riesce a farli sparire e a spargerli in tutta Battelworld, a quanto sembra, rifiutando l'ennesimo sacrificio per un mondo migliore.
Mentre tutti gli altri riescono a salvarsi, Strange viene ucciso da Destino che lo accusa di tradimento dopo che il vecchio stregone supremo lo mette in guardia dalla furia di Reed appena scoprirà tutta la verità sul nuovo mondo.
Destino poi, prima di uccidere Strange, ci mostra tutta la sua forza eliminando, dopo essere resuscitato, Ciclope in versione Fenice rompendogli semplicemente l'osso del collo.
Il finale dell'episodio e lo scontro anticipato tra tutti i maggiori protagonisti della vicenda apre le porte per una trama ancora tutta da scoprire e molto avvincente.
Addio per ora.

#SecretWars
#Marvel
#MarvelComics

Secret Wars 3 - Come Dio comanda

L'ultimo numero di introduzione al mondo di Battelworld si concentra prevalentemente su Destino e sul suo fidato braccio destro: Dr. Strange.
In poche pagine scopriamo che i due si ricordano del loro vero passato e del vecchio mondo ma sono disposti a tutto per difendere e preservare quello in cui ora abitano.
Se da una parte Destino rimane il solito Destino, bloccato tra un complesso di Dio e una profonda insicurezza, e quindi non porta nessuna novità Strange, invece, sorprende tutto e tutti diventando un suo alleato e schierandosi apertamente dalla sua parte anche durante il confronto con i sopravvissuti dell'arca di Reed Richards provenienti dal vecchio mondo che solo ora vengono risvegliati.
L'arrivo di Reed e dei suoi bilancia la presenza della nuova Cabala su Battelworld che, nel finale del numero, è pronta a iniziare uno scontro con la polizia dei Thor che difende il mondo appena creato.
Anche se rimaniamo ancora nell'insieme dei numeri introduttivi, Secret Wars rimane un'ottima miniserie certamente originale che forse, almeno a mio modo di vedere, solo per la riproposizione dello scontro classico tra Reed e Destino perde qualcosa.
Addio per ora.

#SecretWars
#Marvel
#MarvelComics

domenica 17 maggio 2015

Secret Wars 2 - Che venga il tuo regno

Se il primo numero di Secret Wars, così come a tutti, mi era piaciuto molto il secondo, a differenza di molti, mi ha lasciato perplesso.
Ho letto molti contenti e piacevolmente sorpresi della creazione di Battelworld ad opera di Hickman peccato che io non la trovi così fantastica: l'autore ha semplicemente messo insieme una serie infinita di storie Marvel del passato dando ad ognuna un proprio spazio e ricamandoci sopra una vera e propria storia.
Ora, certe idee sono chiaramente fantastiche, dal corpo di polizia dei Thor a Strange sceriffo del regno, ma oltre quelle il resto non mi dice un granchè: Destino a capo di tutto o la divisione in piccoli regni, che al momento non dicono nulla vedremo se nel futuro avranno tutti un senso, sono cose già viste o quantomeno non molto originali.
Hickman è chiaramente riuscito a mettere insieme una serie di dettagli interessanti e ad usare alcuni personaggi in modo davvero curioso anche se logico, per esempio la Fondazione Futuro, ma nulla di davvero trascendentale per i miei gusti.
Il finale del secondo numero sembra portare ad uno sconvolgimento dello status quo presente a Battelworld ma avrei preferito vedere meglio i vari regni e le interazioni tra questi: c'é sicuramente da dire che ora darò un'occhiata più attenta ai vari tien in del crossover.
Insomma Hickman rimane comunque un autore molto interessante e il suo Secret Wars potrebbe davvero fare la differenza nel panorama dei sempre più noiosi e poco incisivi crossover Marvel.
Addio per ora e Bad Wolf.

#SecretWars
#Marvel
#Hickman
#MarvelComics

martedì 12 maggio 2015

Zero 1 - 3 - Spie sotto allucinogeni

Vi mancano i vecchi spy drama di una volta?
Amate i film in cui un agente segreto senza macchia e senza paura, strizzata d'occhio allo 007 di Daniel Craig, vince tutte le difficoltà e sconfigge il cattivo?
Volete una spia e una bella donna che insieme mettono ko gli scagnozzi del genio malvagio di turno?
Ecco allora girate a largo perchè Zero è tutto questo soltanto all'incontrario e con molto molto più sangue e droga.

Zero è un agente segreto americano ma non ha scelto lui di esserlo è stato scelto: sin da bambino, insieme ad una sua giovane amica e a un gruppo di ragazzi, è stato allenato e indrottinato dal governo americano per non sentire più nulla al fine di diventare la macchina da guerra perfetta.
Bastano pochi anni, poche missioni e Zero diventa a tutti gli effetti il miglior agente del dipartimento ma nulla è mai perfetto no?
Zero è sempre una persona, con dei sentimenti e anche con molti, molti lati oscuri pronti a spuntare fuori appena le cose si riveleranno molto più complicate del previsto.
Preparatevi a flashback casuali, risalenti alla sua infanzia o alla sua età adulta, narrati da Zero stesso mentre piano piano entriamo nella mente malata di una delle migliori spie del paese che tutta via sembra aver perso la testa: teleportali, tradimenti e spie sotto droghe affinchè non sentano dolore sono solo la punta dell'icerberg che è pronto a crollare sopra le nostre teste e quella del protagonista.
Se la trama di Zero, sin da subito, sembra tremendamente interessante e piena di spunti fantastici la controparte grafica non è da meno: pagine interamente bianche, uso di vari colori, intere vignette che crollano sotto i colpi dei personaggi e combattimenti che occupano moltissimo spazio.
Ales Kot e Jordie Bellaire, rispettivamente l'autore e il disegnatore del fumetto, sembrano sapere esattamente quello che fanno e in poche pagine riescono a tenerti con il fiato sospeso.
Zero è il miglior agente segreto, su carta, che potrete trovare.
Zero è il futuro.

#Zero
#ZeroImage
#ImageComics
#AmericanComicsInAFlash

giovedì 7 maggio 2015

Secret Wars 1 - L'inizio della fine

Probabilmente sono tre o quattro anni che non leggo un fumetto Marvel mainstream: insomma tolta qualche serie sperimentale come quella di Fraction su Occhio di falco la Marvel mi ha annoiato.
Però sono sempre un nerd amante di fumetti, adoro quando si parla di " ultimi numeri " o di " restart " e quindi, anche se sento puzza di truffa da lontano un miglio, ho deciso di comprarmi il primo numero di Secret Wars e probabilmente, viste le ottime impressioni a fine lettura, comprerò anche i prossimi e ci scriverò qualcosa sopra come sto facendo adesso.

Se Secret Wars inizialmente doveva essere una cosa molto semplice piano piano, in casa Marvel, anche grazie ad Hickman, autore che secondo me ricicla continuamente i soliti canovacci, l'intera super saga ha inglobato tutto l'universo Marvel e sembra che dopo l'ultimo numero di Secret Wars i nostri amati eroi non saranno più gli stessi.
Se inizialmente avevo dei fortissimi dubbi su tutta l'operazione, dall'idea di restart fino alle testate che rimaneggiavano storie passate, probabilmente poichè non nutrivo molte speranze in Hickman stavolta l'autore mi sorprende terribilmente regalando un primo numero pieno di scontri fisici e di morti, si avete capito bene di morti, tanto poi tornano in vita, importanti che non avrei mai sognato: il finale del fumetto poi, ci lascia con il fiato sospeso quanto basta per comprare il suo seguito tra un mese esatto.
Hickman riesce in poche pagine, non solo a far collidere due universi che non si erano mai incontrati inizialmente, ma a regalare uno spettacolo che fin'ora nessuno era riuscito a mettere su carta principalmente perchè la Marvel non ha mai voluto sfiorare il capitolo " Scontro tra due realtà differenti " visto che era una prerogativa DC.
Che siate in pari con la numerazione corrente o che, come me, abbiate lasciato i fumetti Marvel in un angolo da qualche anno Secret Wars sarà di facile comprensione e le poche domande che vi farete, se ve le volete fare, troveranno risposta o dentro l'albo, date un occhio alle varie formazioni e alle terre di origine dei personaggi in una delle prime pagine, o attraverso una semplice e veloce ricerca in internet.
Certo Hickman usa ancora una volta i suoi soliti cavalli di battaglia, dalla fine del mondo allo scontro di più realtà messe insieme, con alcuni eroi base che più di una volta hanno vissuto tutto questo, i F4 su tutti, ma il campo libero che stavolta è stato lasciato all'autore lo aiuta a sbizzarrirsi colpendo i fan al cuore con alcuni tratti della trama e regalando momenti meravigliosi che includono, in modo logico, molti personaggi Marvel.
Magari potrà essere un po' confusionario, magari vengono tutti alle mani senza un vero e proprio confronto diretto prima ma quando un amante di fumetti si trova davanti ad un fumetto in cui abbiamo morti eccellenti e scontri fisici tra personaggi famosi di due realtà diverse difficilmente potrà evitare di metterci le mani sopra.
Hickman, così come succede a Morrison negli ultimi tempi, può ancora mandare tutto a fanculo ma incrociamo le dira e godiamoci i frutti, iniziali, del suo lavoro.
Addio per ora e Bad Wold.

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