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venerdì 11 maggio 2018

Anteprima 6 - Tuo, Simon





"Tuo, Simon" è un bel film.

Difficile poter dire di più oltre questa frase.
Difficile perchè "Tuo, Simon" non è un film che esce dai soliti schemi del genere nè è brillante nei dialoghi.
Non abbiamo grossi personaggi nè scontri o incontri degni di nota: nessun tratto del film supera il limite standard di questi prodotti.
Proprio in questa voglia di non essere nulla di più di un semplice teen drama molto, molto leggero "Tuo, Simon" diventa il film perfetto.

Chiariamo, non sto parlando di un capolavoro del genere ma di un film che proprio per non voler essere altro è un gran bel film: vuole rimanere ciò che è.

Ambientato nella solita provincia americana, con il solito gruppo di amici e una famiglia più che perfetta la pellicola non esce mai dalla sua bolla fantastica e, evidentemente, priva di problemi.
Non c'è mai un qualcosa di troppo nero che possa completamente rovinare l'atmosfera estiva e felice.
Tutto si muove secondo un certo ordine e senza particolari problemi si arriva al finale.
Certo non è che ora non c'è un motore della storia ma questo non è il "problema" del protagonista: è una cosa duemila volte più "normale".

"Tuo, Simon" non vuole essere un film che fa soffrire il protagonista e che, per questo, fa riflettere il pubblico: vuole essere una pellicola che gira intorno al "problema", lo lascia sullo sfondo e tratta tutto il resto come un normale drama.

"Tuo, Simon" è un teen drama normalissimo in cui il protagonista non cerca una ragazza ma un ragazzo senza seghe mentali esagerate o estreme: infondo Simon è come tutti noi.


Prima di salutarvi vi invito a passare sulle nostre pagine affiliate: Doctor Who "ita ", Telefilm Obsession, Traduttori Anonimi, MAh, Valiant Italia , Telesimo

Alla prossima!

#Anteprima
#TuoSimon

venerdì 30 settembre 2016

Anteprima 5 - Pilot Westworld






" Sai io ho visto tantissimi duelli ".
" Più di quanti ne ricordi ".


Vedere tante, tantissime cose e poi finire per non ricordarsele man mano che il tempo passa.
Questa sopra è una condizione umana normale, quasi banale ma cosa succede quando non parliamo di umani bensì di robot?
Cosa succede quando non è il semplice scorrere del tempo a causare questi problemi ma è un essere superiore a mettere mano al tuo cervello?
Finirai per scordare tutti i momenti felici ma anche quelli dolorosi peccato che questo ti porterà a rivivere sempre le stesse situazioni, giorno per giorno, momento dopo momento senza averne mai memoria.
Un loop infinito, dolce e amaro allo stesso tempo.

Un loop infinito è quello che ci troviamo davanti nel pilot di Westworld: una giornata qualunque, banale che segue un copione ben scritto con battute e didascalie.
Una donna, tanto semplice quanto bella, che incontra un uomo forse per la prima volta o per l'ennesima.
Non sta a noi a dirlo, non abbiamo abbastanza elementi per farlo.
Allo stesso modo non sapremo mai davvero quante volte lei e il padre si sono salutati, il cattivo ha premuto il grilletto e una mosca si è posata sulla sua pelle.
Ogni cosa si ripete come se fosse il ritornello di una canzone e mentre la bella ragazza crede di avere il pieno controllo sulla sua vita alcune persone dall'alto scrivono le battute e le didascalie creando  una strada, citata più volte dalla ragazza, da cui è impossibile uscire.

Westworld potrebbe essere solo questo, potrebbe essere solo una semplice canzone se non contassimo il sentimento, l'amore e l'impegno che c'è dietro.
Potrebbe essere solo questo se non ci sentissimo più vicini ai robot che agli uomini, se non provassimo empatia per chi non ha veri sentimenti ma li ha solo impiantati dentro.
Potrebbe essere solo questo se non ci spaventasse un essere privo di vita che apre gli occhi con la pressione di un pulsante.

La HBO però non ha solo speso l'anima e sputato sangue su questa serie, per il prodotto finale abbiamo aspettato anni, senza farla con la dovuta cura: questa serie tocca vette altissime.
Partendo dalla sigla che ricorda le migliori prodotte da Netflix passiamo alla fotografia che incornicia ambientazioni perfette, ah quanto adoro il far west, sino alla colonna sonora che tocca più volte in profondità lo spettatore.
Tutti gli attori, scelti per la serie, danno il meglio di sè in questo grandissimo pilot.
La Wood è fantastica in ogni singola scena anche quando apre gli occhi e basta.
Hopkins appena apre bocca ti entra dentro e sotto la pelle facendoti rabbrividire, in qualche modo.
Marsden è perfetto per la parte che ha.
Ed Harris fa paura, fa davvero paura.

Non ricordo da quanto non vedevo un pilot con questo valore sia tecnico che ideale, diciamo.
Westworld è stato citato più volte accanto a Games of thrones e direi che, questa volta, la HBO ci ha visto giusto.

Alla prossima!

#Anteprima
#Westworld

sabato 18 giugno 2016

Anteprima 4/Le Grandi Saghe 3 - The Conjuring Saga/The Conjuring 2








Per me, che grazie a mio fratello sono cresciuto a pane e horror, è diventato, col tempo, davvero difficile spaventarmi o, quantomeno, ormai quasi nessun film mi mette inquietudine e conosco, a memoria, quasi tutti i clichè del genere.
Che sia la figura dietro di te o il jump scare telefonatissimo e, alle volte, anche inutile: le ho viste tutte e anche se mi diverto chi fa parte del mucchio è intercambiabile.
I film horror non mi lasciano nulla, in sostanza, e, proprio per questo, appena ne vedo uno che riesce a farmi paura come si deve, riesce a mettermi inquietudine ne vengo subito ossessionato e non posso fare altro che amarlo incondizionatamente.
Ho sempre adorato avere paura e quando un film riesce a farlo bene allora, proprio per via della mia esperienza, si merita la mia ammirazione.

The Conjuring - L' evocazione, diretto da James Wan, riusciva a fuoriuscire dal mucchio con una semplicità impressionante, riusciva a mettermi inquietudine e, anche, a spaventarmi.
Dopo molto tempo ero tornato a provare ansia per ciò che accadeva sullo schermo.
Questo primo film, famoso ed amato da tutti, non solo viene ritenuto un piccolo capolavoro dagli adetti ai lavori ma è riuscito a genere un seguito, sperando che ci si fermi qui, due spin off dedicati ad un " personaggio " del primo film, uno girato e uno in lavorazione, e un terzo spin off dedicato ad un altro personaggio che sembra molto probabile.
Proprio per via di questo successo è a loro, solo ai film già usciti, che dedico questo numero della rubrica Grandi Saghe che, però, è anche un nuovo numero della rubrica Anteprima proprio perchè, prima di partire, sono riuscito ad aggiudicarmi i biglietti per l'anteprima del secondo episodio di The Conjuring che da noi uscirà a fine Luglio.
Come ho detto, i film a cui faremo riferimento sono tre: The Conjuring, Annabelle e The Conjuring 2.

Mentre il finale dell'articolo sarà dedicato ad un'analisi più approfondita del secondo capitolo dell'Evocazione ho deciso di iniziare parlando della storia della bambola più brutta del cinema: Annabelle.

Annabelle è il primo film del franchise uscito dopo l'Evocazione, è il suo prequel spin off ed ha già un seguito in lavorazione.
Niente male no per un titolo dedicato ad una semplice bambola?
Certo, peccato che questo, purtroppo, sia il film peggiore dell'intera saga e non credo che le cose miglioreranno neanche con il secondo capitolo.
La colpa non è del regista, il direttore della fotografia dei film di Wan, o della pesante eredità di The Conjuring ma della scrittura del film stesso che magari non sarà niente di così osceno ma non risulta minimamente interessante e tremendamente banale.
Annabelle è un horror vecchio stile, antiquato e, purtroppo, convincermi che qualcuno vuole quel cazzo di aborto in porcellana a casa è una missione quasi impossibile.
Accendete la tv su Annabelle solo se ne avete bisogno urgentemente per qualche strano motivo perchè, altrimenti, c'è sicuramente qualcosa di meglio.

Di The Conjuring, invece, ne ho già parlato: se cercate qualcosa che vi spaventi, che lo faccia senza molti effetti speciali e che sia curato nei minimi dettaggli e abbia una base reale allora questo è il film che fa per voi.
Uno dei tanti racconti dei coniugi Warren, i più famosi demonologi della storia, è alla base, nel mezzo e nel finale di questo film: non parliamo di un vero e proprio documentario ma, a quanto ho capito, le cose si sono svolte quasi allo stesso modo.
Il film è ambientato negli anni 70 e si sentono benissimo gli anni 70.
I vestiti, le luci, le persone: è come se James Wan abbia portato quegli anni alla luce e li abbia filmati dal vivo.
Filmati dal vivo e con una bravura impressionante visto che, senza dubbio, è uno dei migliori film horror mai girati.
Wan poi, con il suo tocco che trasforma tutto in oro, mette le mani anche sulla sceneggiatura dell'intero progetto facendo una scelta fantastica ma mai davvero messa in atto nei film horror: punta i riflettori sui personaggi.
Che siano comprimari o i protagonisti avrete paura per le loro vite, li adorerete e terrete a loro.
Un nome su tutti?
I coniugi Warren, interpretati da un fantastico Patrick Wilson e da una bellissima Vera Farminga: una coppia meravigliosa che vorrei si sposassero per quanto sono belli insieme.

Visto il successo del primo film e una sceneggiatura al livello del primo con, purtroppo ma poi vedremo perchè, un budget migliore tutto il team originario decide di tornare dietro la macchina da presa per girare The Conjuring 2 - Il caso Enfield.
Questo secondo capitolo è, senza ombra di dubbio, migliore del primo, aumenta tutti i lati positivi della vecchia pellicola e ne è il diretto seguito e la diretta evoluzione.
I personaggi principali sono sempre gli stessi ma non sono più come li ricordavamo: qualcosa è successo, sono cambiati.
Questo cambiamento però non li rende persone peggiori, anzi, l'amore che li lega è, forse, ancora più forte e più splendente proprio perchè va avanti anche tra vari problemi come quelli ad Enfield: piccolo paesino dell'Inghilterra in cui una famiglia, anche questa tratteggiata benissimo, è in pericolo e ha un disperatissimo bisogno d'aiuto.
Ora, mentre Wan dietro la macchina da presa è sempre più ispirato e Dio sia lodato per questo, la storia si sviluppa, bene o male, come quella del primo film sino ad un certo punto, non vi dirò sino a quando visto che è abbastanza inaspettato, in cui la storia reale viene messa da parte e ci si inventa qualcosa, forse più del dovuto, ma sicuramente molto utilizzando una buona dose di budget.
Ora, è un bene o un male?
Questo, per fortuna per voi visto che l'articolo è molto lungo, è un parere che non darò adesso ma solo dopo l'uscita del film.
Per ora la mia risposta è: dovete deciderlo voi

Tocca decidere alle volte, la maggior parte.
Quindi ditemi: credete o no ai fantasmi?

Alla prossima!

#LeGrandiSaghe
#Anteprima
#TheConjuring
#Annabelle

martedì 9 febbraio 2016

Anteprima 3 - Deadpool





Deadpool è uno di quei personaggi e uno di quei fumetti che, secondo me, bisogna prendere a piccole dosi.
Non perchè sia un brutto prodotto, anzi, ma perchè trovare due o tre quatto storie mensili sempre sullo stesso personaggio, sempre con lo stesso stile, una più stupida dell'altra non solo mette a dura prova i tuoi nervi e rende più difficile mettere mano al portafoglio ma esaurisce , nel breve periodo, il fascino e il carisma di un personaggio che, se usato con intelligenza, è una vera e propria bomba.
La battuta sempre pronta, le continue prese in giro volgari, la rottura della quarta parete e un continuo, divertente e insensato riferirsi alla base più nerd del pubblico rendono Deadpool un personaggio atipico, particolarissimo e difficile da utilizzare se non si è bravi a scriverlo.
Tuttavia, questa sua unicità, l'ha reso uno dei personaggi, nel mondo degli X Men, più famosi insieme al suo più stimato collega Wolverine e i punti in comune non finisco qui: entrambi hanno un volto cinematografico riconoscibilissimo, Jackman e Reinolds, ed entrambi, tolti i film corali degli X Men e neanche tutti, al cinema non hanno avuto molto successo.
Difficile dimenticarsi la noia prodotta da l'ultimo film singolo di Logan o, ancora di più, la prima e fin'ora unica trasposizione di Deadpool nelle sale cinematografiche.
Alzatevi in piedi però fratelli, fate un bel respiro e il diciotto correte al cinema perchè è finalmente arrivato il momento di vedere un fumetto trasposto sullo schermo nei minimi particolari, perchè è finalmente arrivato il momento di dare giustizia ad un personaggio nel migliore dei modi e perchè questo film non solo non è un semplice cinefumetto ma è anche un film che spacca, nel vero senso della parola.


Deadpool, girato da Tim Miller alla sua prima volta dietro una macchina da presa per un film, è non solo il film più vicino ad un fumetto che abbiate mai visto, nel senso buono, ma è anche una delle cose più strane e folli che avrete mai l'occasione di vedere in sala.
Tutto ciò che rende Deadpool, su carta, ciò che è lo ritroverete sin dalle primissime scene e, addirittura, sin dagli spassosissimi titoli di testa che, così come il resto del film, non voglio minimamente spoilerarvi.
Il nuovo e, direi, unico film del mercenario chiacchierone è, anche, dopo il restart dell'universo degli X Men ad opera della Fox dopo Giorni di un futuro passato un film sulle sue origini che, però, verranno raccontate nella maniera più particolare possibile alternando, sorprendentemente vista la prima volta del regista, un registro drammatico ed uno comico perfettamente, senza la minima sbavatura.
Deadpool stesso, anche se nei fumetti il tutto viene dimenticato troppo spesso, è completamente pazzo per i motivi sbagliati, diciamo che un cancro terminale che ti mangia vivo ogni giorno non aiuta la tua sanità mentale e questa cosa viene presentata perfettamente sullo schermo.
L'unico piccolo problema del film però, se così lo si vuole chiamare anche se per me non lo è, è il pubblico a cui è rivolto: a differenza di tutti gli altri cinecomic Deadpool infatti è prevalentemente, sia per contenuti che per linguaggio usato, un film di nicchia, per quel pubblico strettamente nerd capace di apprezzare tutte le varie ester egg presenti e i molti riferimenti alla cultura pop attuale o, addirittura, agli " errori " di produzione presenti e passati della Fox stessa e di Reinolds.
Questo " coraggio " nella scrittura del prodotto, se così lo vogliamo chiamare, sembra essere la vera e propria anima del film e non un semplice contentino per il pubblico di nerd che affollerà i cinema.
Non avrei sinceramente scommesso molto su questo film, neanche mi sono interessato alla produzione, ma non avrei potuto sbagliarmi di più in vita mia, davvero e chi mi conosce sa che non faccio complimenti in maniera gratuita anzi.

Alla prossima!

#Deadpool
#Anteprima
#Fox
#Marvel
#XMen

sabato 26 settembre 2015

Anteprima 2 - The Martian Recensione

Bentornati al secondo numero, è passato un sacco di tempo dal primo, della rubrica " Anteprima ", scritta chiaramente quando riesco ad andare a vedere alcune anteprime cinematografiche.
Stavolta posso parlarvi di The Martian che ho visto in 3D.
Un uomo rimane solo su Marte dopo che viene creduto morto durante una spedizione spaziale.
Chiunque di noi si sarebbe fatto prendere dallo sconforto ma lui, Matt Damon, no e, con il sorriso sulle labbra, decide che non morirà sul pianeta rosso iniziando a razionare le proprie risorse alimentari e cercando di contattare la Nasa per farsi venire a prendere.
The Martian poteva essere, senza nessun problema, un film triste e malinconico, pieno di monologhi sul senso della vita, con musiche sofisticate e un tono cupo e oscuro fortunatamente, però, Ridley Scott decide di non aderire interamente a questo registro lasciando poco spazio alla malinconia e mettendo sotto i riflettori il sorriso e la simpatia di Matt Damon che da solo regge, completamente, tutto il film: non importa se faccia battute stupide o se parli con una telecamera.
Così, subito dopo i primi, forse confusi, minuti il film diventa, quasi completamente, un one man show inframmezzato dalle scene sulla terra, alla Nasa, e poi nella nave spaziale dei suoi ex compagni: mentre le scene sull'astronave non sono niente di che e servono per mandare avanti la trama, le scene sulla terra, invece, sono tutte sia comiche che problematiche, per via della situazione che sta vivendo Matt Damon, ma mai tristi e deprimenti.
Se Damon è perfetto nel suo ruolo i comprimari del film non sfigurano, anche perchè a quelli che forse potevano farlo gli è stato dato poco spazio on screen,  e hanno dei fantastici tempi comici.
Per quanto riguarda il 3D questo regge perfettamente per tutto il film dando un grande colpo d'occhio, specialmente quando vengono inquadrati i panorami di Marte.

Alla prossima!

#TheMartian
#Anteprima
#TheMartianIlSopravvissuto

lunedì 15 settembre 2014

Anteprima 1 - Sin City 2 Una Donna Per Cui Uccidere Recensione

A me il primo Sin City non era per niente piaciuto: le storie erano tutte slegate tra loro e non erano per niente soddisfacenti, alcuni personaggi non spiccavano per niente o erano poco approfonditi e la narrativa fumettistica non si addiceva per niente alla pellicola.
Sin City era un esperimento con una bellissima grafica ma era un film che faceva cadere le braccia e il secondo capitolo aumenta esponenzialmente tutti i difetti del primo anche se riesce a salvare qualcosa.
Il seguito appunto, A dame to kill for, approdava al cinema dopo anni dal predecessore e si affacciava nei nostri cinema dopo essere stato un flop clamoroso in patria.
Ieri sono riuscito a vederlo in anteprima, uscirà il 2 Ottobre, grazie ad un concorso organizzato dal sito Bad Taste che ringrazio ancora per la possibilità.
Comunque, tornando a noi, guardando il trailer ero molto fiducioso: sembrava che le storie non fossero slegate come nel primo capitolo e che questo film fosse un seguito diretto di Sin City.
Ecco sembrava, la realtà è stata ben diversa e molto più spiazzante.
Il film ci presenta 4 storie completamente slegate tra loro, con 4 protagonisti diversi, apparte alcune comparse, che vivono la loro vita malsana a Sin City condita da dialoghi strambi e da alcune scelte che lasciano molto a desiderare, basta guardare la storia di Joseph Gordon-Levitt, rendendo il film abbastanza scadente dal punto di vista della trama.
Per di più non ho ancora capito se questo sia un prequel, un sequel o una storia parallela a quella vista nel primo film: alcuni personaggi morti nel primo capitolo sono presenti in questo ma a tutti gli effetti A dame to kill for dovrebbe essere un seguito del primo no?
Non ne ho idea.
L'unica storia che mi è piaciuta è quella con protagonista Eva Green che al momento è una delle mie attrici preferite.
La parte grafica invece rimane sempre il punto di forza del prodotto e ciò che lo differenzia da tutti i cinecomic: se è la fotografia e la regia ad appassionarvi andate subito a vedere il film il 2 Ottobre non ne rimarrete delusi.
Tuttavia la splendida regia, almeno dal mio punto di vista, viene rovinata da scelte di colore non molto felici e da azioni da fumetto al limite dell'assurdo.
Infine direi di dare un'occhiata ai personaggi: la maggior parte era già presente nel primo capitolo e se alcuni sembrano cresciuti dal primo film, cosa che continua a lasciarmi perplesso vista l'ambigua collocazione temporale di questo capitolo, altri risultano sempre uguali anche se nel precedente capitolo sembravano essere cambiati.
Nota di merito, di nuovo, per Eva Green che continua a conquistare il mio cuore con i suoi bellissimi occhi verdi, le sue forme e la sua bravura.
In definitiva credo che sia meglio che andiate a vedere il film: il mio giudizio è il giudizio di una persona che ha odiato tremendamente questi film e quindi voi potreste trovarli interessanti.
Il mio giudizio però non può che essere negativo.
Addio per ora e valar morghulis.

#SinCityItaly

#SinCity2

#IlMioQuadernoDegliAppunti

#RecensioneSinCity2