sabato 21 gennaio 2017

Netflix Pick 6 - Una serie di sfortunati eventi





Benvenuti al secondo giorno di maratona dedicato a " Una serie di sfortunati eventi ".
Se ieri abbiamo parlato del primo libro della saga oggi, inveve, ci dedicheremo ai primi due episodi della nuova serie Netflix arrivata sulla piattaforma il 13 Gennaio.
Oggi parleremo soltanto dei primi due episodi della serie perchè Netflix ha deciso di utilizzare due episodi a romanzo utilizzando, quindi, per queata stagione di otto episodi, solo i primi quattro.
 
Questi primi episodi, dal titolo " Un infausto inizio " parte uno e due, sono la trasposizoone fedele del romanzo originale.
Quando dico " trasposizione fedele " intendo che non viene cambiata neanche una virgola dall'opera originale.
Tutti i protagonisti, gli avvenimenti e, addirittura, le battute sono prese e riportate dalla carta sullo schermo senza batter ciglio.
Questa scelta da una parte potrebbe infastidire o annoiare chi ha letto e conosce a memoria l'opera originale per mancanza di alternative, dall'altra invece potrebbe rendere felici i lettori e intrattenere, allo stesso tempo, chi non ha mai letto il primo libro perchè comunque il materiale di partenza è ottimo.
Noterete, tuttavia, che per allungare il brodo verranno aggiunti alcuni pezzi o di sana pianta o appartenenti ad altri romanzi e ricollocati per migliorare la narrazione.

Passata la scelta da parte degli autori di riprendere il libro mano mano tranne per alcune scene ci si " scontra " con le altre due parti fondamentali della serie: l'ambientazione e il casting.
Prendo insieme questi due tratti della serie per iniziare un ragionamento che chiuderà l'intero articolo quindi seguitemi.
L'ambientazione, per prima cosa, è fantastica: creepy ma anche stramba al punto giusto.
Quanto serve per creare un'atmosfera si famigliare ma anche molto particolare: insomma si capisce di non star guardando una serie completamente reale.
Il casting, allo stesso tempo, segue molto da vicino i tratti tratteggiati nei libri e trova nel Conte Olaf di Harris la sua colonna portante.
I tre piccoli protagonisti per il momento non mi sembrano così memorabili, tolta la bambina, tuttavia sono facilmente riconoscibili e questo li rende, a modo loro, unici.

Perchè, però, ho deciso di analizzare insieme il casting e l'ambientazione?
Ho deciso di analizzare il casting e l'ambientazione della serie insieme perchè queste, non solo, sono i tratti fondamentali dell'opera ma perchè sono i tratti più spigolosi dell'intera serie.
Se infatti nel libro l'intera aura stramba del mondo di Lemony Snicket è ben calibrata, nella serie l'ambientazione e il casting, soprattutto parlando di Harris, sono esagerati quel tanto che basta in più per allontanare lo spettatore più occasionale che magari rimane stordito e infastidito da un qualcosa di così " stupido " se si vuole usare questa parola che è, comunque, sbagliata.

Quanto, questo tratto, mina la serie confrontandola con l'opera originale?
Ritornate domani per sapere la risposta a questa domanda.

Alla prossima!

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