lunedì 11 giugno 2018

Trust - Le storie giuste, scritte più volte







Scrivere una storia vera e adattarla è comunque un compito difficile.
Scrivere una storia scritta solo qualche tempo fa è ancora più difficile.
Fare queste due cose insieme, riuscendo anche a stupire, è un qualcosa di quasi impossibile: "Trust" però riesce a farlo e anche bene.

Ambientata tra l'America e la Calabria, avvolta da un'aurea di favola e raccontata con uno stile che varia dal documentario al thriller a tinte noir la nuova serie di Danny Boyle segue una scia già tracciata prima di lui ma lo fa in maniera unica, con un narratore unico e con modi e stilemi unici, propri di una persona che sa cosa vuole fare veramente.

Attraverso la voce e il volto di Fraiser, il più delle volte, seguiamo tanti personaggi, uno diverso dall'altro, ognuno con una sua storia e un particolare concetto di fiducia che si sfilaccia, che si rompe o che si rinforza e si rinsalda.
Una storia più grande di quella dei Getty, Sutterland è chiaramente Gesù sceso in Terra per recitare, così tanto grande da essere contesa tra due lingue: il calabrese e l'inglese.
Una storia così grande che, addirittura, si mette alla prova con un singolo episodio tutto in dialetto con i sottotitoli.
Cosa mai vista prima se non dalla puntata giapponese di "Westworld".

Così, forse in una sola stagione, un'intera storia si chiude in maniera perfetta riuscendo anche a dare uno sguardo al futuro di tutti i protagonisti senza troppi sfoghi romanzeschi e volendo, subito, sfidare lo spettatore a guardare il vero finale su Google.

Perché Danny sa chi guarda la TV oggi.

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Alla prossima!

#Recensione
#Trust
#Sky

domenica 10 giugno 2018

Trailer Reaction 15 - Halloween




Parliamoci chiaro: io mi faccio trascinare dalla nostalgia.
Ora, "Halloween" non è un film che ho visto all'uscita, cosa impossibile per me, ma è un mito che ho adorato con le due produzioni ad opera di Rob Zombie che, secondo me, è sempre un qualcosa da vedere quando è dietro la macchina da presa.
"Halloween" è l'inzio di una saga che ha fatto la storia ed è uno dei film, uno dei suoi seguiti in realtà, che io e mio fratello abbiamo visto in una delle nostre serate horror ad Halloween quind, in qualche modo, ci sono affezionato.

Proprio per questo, al momento dell'annuncio di un sequel diretto del primo film, saltando tutti gli altri, prodotto dalla Blumhouse, il mio cuore ha iniziato a battere più forte e alla visione del trailer sono stato contento come un bambino.


Tolta la scena dell'ospedale con tanto di pavimento a scacchi che sa di Carpenter lontano un miglio è la cosa più bella che abbia mai visto l'intero trailer è veramente bello.
Da una parte si vedono i vari rimandi ai vecchi film, che siano vecchie maschere o vecchi personaggi che ritornano, dall'altra è chiaro come si voglia muoversi verso nuovi orizzonti portando una Laurie/Curtis ad essere un nuovo Dottor Lumies con la nipote ad essere una nuova Laurie.
Il film stesso però, sempre secondo al trailer, sembra non volersi proporre come nuovo episodio di una serie ma come conclusione di un primo film solo dopo anni riportando quindi sullo schermo l'idea della maledizione e dell'anima demoniaca di Micheal incapace di fermarsi.

Credo fermamente che questo sia un ottimo trailer, capace di raccontare una storia che voglio vedere sul grande schermo.
Io vi dico di incrociare le dita e basta.
Speriamo.

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#TrailerReaction
#Halloween

lunedì 4 giugno 2018

Rivogliamo i film di serie B e di serie C






Io lo so che vi devo tre articoli dedicati a due serie TV, "Il miracolo" e "Trust", ma vedere al cinema "The Strangers pray at night" qualche sera fa mi ha fatto pensare molto quindi ho deciso, come al solito, di dar voce ai miei pensieri.

In un mondo in cui anche un buon box office se non è quello sperato e voluto è ritenuto un fiasco credo sia arrivato il momento di rifar posto a quei film che non sono dei capolavori, che non sono dei brutti film ma che neanche sono dei film, per questo, mediocri.

Credo ci sia bisogno di tornare a chiamare certi film "di serie B" o "di serie C".
Non per essere dispregiativo ma per ridare una categoria a certe pellicole chiaramente non in grado di farsi valere con i film di serie A senza però uscirne avvilite e svalorizzate.

Prendete, per esempio, "Kong Skull Island" che, anni fa, sarebbe stato un meraviglioso film di serie B e ora è un film bruttino perchè non va oltre certi canoni impossibili però da superare proprio perchè c'è un mostro enorme come protagonista.
Prendete, ancora, "The strangers pray at night" che è evidentemente uno slasher duro e puro anche scritto malino che però diverte come poco altro ho visto al cinema in questi anni.

Non tutti i film devono e vogliono essere dei capolavori.
Alcuni fanno il loro lavoro e basta ma non per questo dovrebbero essere denigrati.
C'è bellezza nel cinema anche se non parliamo di film d'arte o di film meravigliosamente scritti.

Il cinema è bello perchè è vario e anche caciarone alle volte.

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#Editoriale
#Cinema
#KongSkullIsland
#TheStrangersPrayAtNight

venerdì 1 giugno 2018

Il Governo è fatto e io ora vado a sedermi e a mangiare i pop corn con Renzi






Ci sono voluti quasi cento giorni, tanti e vari dietrofront ma alla fine abbiamo questo Governo.

Abbiamo i Cinque Stelle nella stanza dei bottoni.
Abbiamo Salvini agli interni.
Il PD sembra sia stato definitivamente sconfitto e Renzi è isolato da qualche parte lontano da qui e da questo mondo.

Se ci guardiamo indietro, basta solo guardare a qualche mese fa, tutto questo non sembrava così tanto possibile eppure è andata così e ora abbiamo un nuovo Governo.
Questo può piacere a qualcuno e può non piacere a tutti ma i voti sono arrivati e la volontà popolare, anche se può sbagliare, deve comunque vincere.

Vincere certo ma non essere, sempre e per forza, priva di un pensiero critico.
Così, noi che abbiamo votato qualcun altro, dobbiamo proprio essere questo pensiero critico.
Noi dobbiamo criticare, dobbiamo osservare e alzare la voce quando serve.
Noi dobbiamo essere un'opposizione capace però di dare il proprio consenso quando ce ne sarà bisogno.

Noi ci mettiamo in un angolo a mangiare il pop corn ma non per questo non possiamo applaudire.

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#Editoriale
#Politica

lunedì 28 maggio 2018

Articolo politico senza foto

Sono passati quasi tre mesi e, ai vertici di questo paese, la situazione non sembra essere cambiata o meglio è cambiata ma in peggio.
Per un mese e qualcosa, se ho fatto bene i calcoli, la Lega e i Cinque Stelle, quelli che non volevano far perdere tempo agli italiani, hanno fatto avanti e indietro tra di loro, giocando a nascondino.
Poi uno ha trovato l'altro e, in un lampo, è arrivato il nuovo governo.
Un governo nato da un'alleanza dopo il voto anche se anni fa sta cosa sembrava un problema.
Un problema come un'alleanza che non doveva esserci in principio.
O meglio, è arrivato un contratto di governo.
Un contratto in tremila bozze diverse dalla più folle alla più normale.
Un contratto votato, per di più, da una parte da tutti, quella della Lega, e da un'altra, solo da quattro stronzi dentro un sito perchè, infondo, devi far entrare la gente sulla tua piattaforma del cazzo che altrimenti non pigli i soldi della pubblicità.
Così le due parti si sono messe d'accordo ed è stato scelto come nuovo premier un politico.
No, scusate, un tecnico ma vabbè.
Un tecnico che nessuno conosceva, spacciato come un politico e con un curriculum non falso ma non effettivamente chiaro.
Certo agli altri facciamo le pulci ma se capita ad uno di noi col cazzo.
A questo punto si cercano i ministri, tutto sembra funzionare sino a quando non prendi una buca, tipo quelle prese durante il Giro a Roma, che esiste ma non esiste per tutti e trovi un ministro che due anni fa, tipo, ha dato dei nazisti a dei tuoi alleati.
Due anni fa, quindi ieri, e non quando faceva parte di un altro esecutivo quindi evitiamo di fare paragoni.
Un ministro che evidentemente ha fatto innervosire i mercati provocando un danno che, chiunque ci arriverebbe, vista anche l'instabilità non può essere recuperato in una notte.
Un ministro che avrebbe potuto dire, per iscritto e per esteso, che non voleva uscire dall'Europa ma non l'ha mai detto spaventando i mercati.
Così, ignorando le avvisaglie dei giorni precedenti si è andati a proporlo comunque e indovinate?
È stato rifiutato.
Perchè capita, perchè se il ministro non piace per un determinato motivo non viene accettato.
Non parliamo di opinioni politiche però, parliamo del fatto di essere un problema per i mercati.
Parliamo del fatto di essere un possibile danno per tutti noi come abbiamo visto.
Ora, si potrebbe semplicemente prendere un nome diverso e metterlo a quel ministero e magari usare lo stesso programma e le stesse idee perchè il problema non sono quelli ma il nome.
Che dite lo facciamo un governo cambiando un nome?
No, non sembra essere una cosa possibile.
Non so perchè, forse per testardaggine o per odio.
Forse, come dicono alcuni, perchè uno dei due capoccia voleva far saltare l'accordo.
Io il perchè non lo so ma so che è finita male e che peggio non poteva andare.

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domenica 27 maggio 2018

The Screenwriters Room 2 - "13 reason why" 2: Spettri e colpe del passato





"A lot of you cared, just not enough."

"13 reason why" Hannah Baker

Immaginate di essere un adolescente, di avere tra i quindici e i diciassette anni.
Immaginate di esservi innamorati di una ragazza, di averla vista andare con altre persone e di averci sofferto molto: voi non le avete mai detto la verità su quello che provavate e l'avete vista andar via, in qualche modo, con qualcuno che secondo voi non la merita.
Secondo voi, neanche voi stessi la meritate quindi la lasciate andare sperando che prima o poi si accorga di voi.
Ad un certo punto lei si accorge di voi o voi comunque riuscite a farvi notare ma qualcosa va storto e tutto torna alla normalità o peggio: vi separate.
Avete avuto vicino la ragazza che amavate, vi siete avvicinati al vostro sogno più grande, stare con lei ma qualcosa non è andata come doveva e ora non avete nulla in mano solo che questa storia non è ancora finita: qualche tempo dopo il vostro incontro lei si uccide.
Voi non capite perché, voi stessi state male tanto da morire e, per un motivo o per l'altro, iniziate a sentire la voce della ragazza che avete amato alla follia.
La sua voce vi mancava moltissimo ma ciò che sentite, il contenuto delle sue frasi, vi fa male e vi fa soffrire.
Cercate di risolvere il problema, di capire perché lei si è uccisa e di vendicarla in qualche modo ma non ci riuscite e allora rimanete lì, con la voce della ragazza che amavate e che amate nelle vostre orecchie, così reale da farvi vedere il suo spettro, che urla e soffre e piange e voi non potete fare nulla per aiutarla.
Voi siete inutili.

Questa è la storia di Clay Jansen, innamorato di Hannah Baker, che dopo aver passato tutta la prima stagione di "13 reason why" a rivivere i dolori della ragazza e a vedere il suo spettro per la città, durante la seconda stagione della serie, inizia a parlare con una proiezione di Hannah a cui lui stesso da vita, voce e anima.
Perché, se non l'avete capito, l'Hannah Baker della seconda stagione non è la vera Hannah, non è uno spettro ma è una rappresentazione delle paure, delle ansie e dei pensieri di Clay stesso che, ormai, si ritrova a parlare con la croce che porta sulle spalle.
L'Hannah Baker della seconda stagione non è la stessa della prima o delle cassette ma è il senso di colpa e il dolore di Clay che prendono forma. 

Clay, proprio per via delle cassette e dell'amore che prova per la ragazza, non è mai riuscito  a superare la sua morte e non ha mai veramente affrontato le cosiddette 5 fasi del lutto che, come si vede nella serie, si mescolano continuamente nella sua testa.
Normalmente queste fasi avvengono in un ordine abbastanza stabile, anche se soggetto a cambiamenti, tuttavia la continua presenza di Hannah, voce sempre presente nelle orecchie di Clay, non gli permette di chiudere un capitolo e di andare avanti.

Clay rifiuta la morte della ragazza ma continua a sentirla vicino e a vederla.
Clay si arrabbia con lei per la sua morte ma si ritrova continuamente spinto contro altri grazie alle storie negli audio lasciati da Hannah.
Clay non può venire a patti con il suo suicidio perché non riesce a capire qual'è la vera causa scatenante essendocene così tante.
Clay non può cadere in depressione o accettare la morte di Hannah perché sente che c'è qualcosa che deve fare per lei: per vendicarla.

Il non poter accettare la morte di Hannah e passare avanti insieme al non poterla vendicare quantomeno per avere un po' di sollievo porteranno Clay, in questa stagione, a dar vita ad uno spettro animato dalle sue parole e dalle sue paure e colpe per più di un motivo.
In primis lo spettro di Hannah serve a Clay per confrontarsi su alcune cose e per dar voce ai suoi pensieri sia a favore che contro Hannah.
Allo stesso tempo Clay ha bisogno inconsapevolmente che Hannah, ad un certo punto, gli dia il via libera di andare avanti cosa però impossibile, come si vede all'inizio della serie con Skye, prima di essersi reso utile per vendicare la ragazza.
Infine Clay ha bisogno di un corrispettivo con cui parlare e mentre l'Hannah della prima stagione parlava con lui attraverso le cassette questa volta è lui ha coprire i silenzi della ragazza creandone un avatar.

L'idea di un Hannah spettro capace anche di parlare quindi, secondo me, non è una trashata come ho letto ma è perfettamente giustificabile.
Da una parte si giustifica dal punto di vista narrativo con Clay che ha bisogno di parlare con Hannah per andare avanti, nessuno mi può dire che non ha mai parlato nella sua testa con qualcuno, e perdonarsi.
Dal punto di vista tecnico serve agli sceneggiatori per creare un dialogo tra Clay e, indirettamente, il pubblico che ora può effettivamente sentire tutto ciò che lui pensa attraverso la sua bocca o quella di Hannah.

Ultima cosa: Clay non parlerà mai veramente ad alta voce con lo spettro di Hannah proprio perchè i suoi dialoghi con lei sono tutti nella sua testa.
Le poche volte che Clay urlerà qualcosa e si farà sentire dagli altri, in realtà, sono da identificarsi con i primi segni di un crollo nervoso che raggiungerà il suo limite nel penultimo incontro tra lui e Bryce quando Clay cercherà di ucciderlo perché si sente impotente.

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