mercoledì 7 settembre 2016

It - Il Clown malvagio






Una volta, molto tempo fa, una persona che stimo molto, non so ancora per quanto tempo, riuscì a definire perfettamente Sthepen King  con una singola frase: " King non scrive di mostri ma di cosa succede e come si comporta la gente normale quando incontra quei mostri ".

Al tempo non avevo letto nulla di King ma quella frase mi rimase terribilmente impressa: sembrava un modo perfetto per scrivere dei bellissimi romanzi.
Anche con tutto il mio interesse solo di recente ho iniziato effettivamente a leggere i libri del re del horror guardando anche, appena finito il libro o il racconto, il film corrispondente e quest'anno, complice anche la voglia di mettere mano ad un libro al mese ho letto quello che secondo molti è un capolavoro: It.
Anche se ancora non sono riuscito a vedere il film corrispondente e il libro di Settembre mi ha fatto abbastanza schifo e l'ho abbandonato quindi niente articolo per questo mese, It mi ha piacevolmente sorpreso riuscendo a intrattenermi per tutto il tempo dovuto e regalandomi anche una serie di emozioni.

Tornando alla citazione d'inizio articolo questa calza perfettamente su IT: non è una storia dedicata a quella creatura informe che tormenta la gente ma a quei ragazzini che decidono di distruggerla.
It è la storia di sette amici, tormentati da dei bulli, che decidono di fondare il cosidetto Club dei perdenti prima di scontrarsi con un mostro venuto da chissà dove.
È la storia di come questi ragazzi riescono a maturare insieme e a scontrarsi con le difficoltà della vita.
È la storia di un balbuziente, di un obeso, di un nero, di un ebreo, di un disadattato, di una disadattata e di un ipocondriaco invisibili se non tra di loro da ragazzini e famosi ma non più in contatto da adulti.
È la storia di un lutto, di una separazione e d è la storia di come si affrontano questi dolori: sia da ragazzini che da adulti.
Non è una storia dell'orrore, non è una storia del tutto fantastica ma è sicuramente un romanzo di formazione tremendamente delicato e, a tratti, davvero doloroso.
IT è l'inizio e la fine, nel vero senso della parola, di una piccola grande storia uguale a quella piccola grande storia che ognuno di noi ha almeno una volta vissuto: quella di una fortissima amicizia.

Difficile dire quanto sia o non sia parte del l'infanzia dell'autore questo continuo ricercare un legame tra più bambini disagiati, questo scontro con i ragazzi più grandi e la mancanza dei genitori.
Difficile dire se King abbia vissuto queste cose o sappia cosa accomuna tantissime persone e le tiene legate l'una all'altra con un invisibile filo di esperienze condivise.
Difficile dire se qualcuno l'abbia aiutato a scrivere, come molti dicono, o se sia riuscito a tirar fuori dalla sua testa e, magari, dal suo cuore molte delle splendide parole e delle splendide frasi che usa per descrivere determinati momenti o piccoli legami e azioni.
Chissà se c'è del dolore, della felicità, della frustrazione o della rivalsa nelle sue mani che scivolano sui tasti.
Quello che vorrei far capire, che spero di essere riuscito a far capire è che It è un gran libro non perchè parla di un mostro inarrestabile ma perchè parla di amicizia e di amore come l'abbiamo provata tutti.

Questo libro vale così tanto per me perchè io sono il balbuziente, il nero, l'obeso, l'ipocondriaco, il disadattato, l'ebreo e la disadattata anche se con molto meno rossetto.
Volete sapere qual è il bello?
È che lo siete tutti voi.

Infine vorrei che mi facciate un favore quando aprirete il libro chiudete gli occhi e tornate a quando avevate dodici anni perchè, come dice King, chi ha gli amici che aveva a dodici anni?

Alla prossima!

#LaLettura
#IT

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