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sabato 23 giugno 2018

Il Miracolo - Una storia italiana



"Il miracolo" inizia e finisce come un qualsiasi racconto di Ammaniti: nella normalità di tutti i giorni un evento particolare e, anche, miracoloso, tocca alcune persone sconvolgendole tuttavia, dopo poco, questo evento svanisce, per un motivo o per l'altro, e nulla cambia.

L'ultima serie di Sky Atlantic, una produzione tutta italiana scritta dallo stesso Ammaniti, segue proprio questo canovaccio senza essere mai veramente d'impatto riuscendo però a lasciare un ottimo ricordo nella mente dello spettatore.

La serie, infatti, ha stile da vendere, si parte dalla sigla, e l'intera idea alla base è tremendamente accattivante soprattutto per il nostro paese altamente religioso.
Tuttavia, come ho già detto, è veramente difficile uscirne contenti o comunque soddisfatti proprio per la conclusione e per la vaghezza in cui il finale stesso ci lascia.

Se una serie inizia e finisce senza lasciarmi nulla tranne una buona impressione c'è chiaramente un problema anche se quella voglia di vedere di più, di avere un qualcosa di più sostanzioso è assolutamente un buon segno.

Chissà se, prima o poi, Ammaniti ci darà qualcosa di più oltre la sua solita vaghezza.

Prima di salutarvi vi invito a passare sulle nostre pagine affiliate: Doctor Who "ita ", Telefilm Obsession, Traduttori Anonimi, MAh, Valiant Italia , Telesimo

Alla prossima!

#Recensione
#IlMiracolo

lunedì 11 giugno 2018

Trust - Le storie giuste, scritte più volte







Scrivere una storia vera e adattarla è comunque un compito difficile.
Scrivere una storia scritta solo qualche tempo fa è ancora più difficile.
Fare queste due cose insieme, riuscendo anche a stupire, è un qualcosa di quasi impossibile: "Trust" però riesce a farlo e anche bene.

Ambientata tra l'America e la Calabria, avvolta da un'aurea di favola e raccontata con uno stile che varia dal documentario al thriller a tinte noir la nuova serie di Danny Boyle segue una scia già tracciata prima di lui ma lo fa in maniera unica, con un narratore unico e con modi e stilemi unici, propri di una persona che sa cosa vuole fare veramente.

Attraverso la voce e il volto di Fraiser, il più delle volte, seguiamo tanti personaggi, uno diverso dall'altro, ognuno con una sua storia e un particolare concetto di fiducia che si sfilaccia, che si rompe o che si rinforza e si rinsalda.
Una storia più grande di quella dei Getty, Sutterland è chiaramente Gesù sceso in Terra per recitare, così tanto grande da essere contesa tra due lingue: il calabrese e l'inglese.
Una storia così grande che, addirittura, si mette alla prova con un singolo episodio tutto in dialetto con i sottotitoli.
Cosa mai vista prima se non dalla puntata giapponese di "Westworld".

Così, forse in una sola stagione, un'intera storia si chiude in maniera perfetta riuscendo anche a dare uno sguardo al futuro di tutti i protagonisti senza troppi sfoghi romanzeschi e volendo, subito, sfidare lo spettatore a guardare il vero finale su Google.

Perché Danny sa chi guarda la TV oggi.

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Alla prossima!

#Recensione
#Trust
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