domenica 27 maggio 2018

The Screenwriters Room 2 - "13 reason why" 2: Spettri e colpe del passato





"A lot of you cared, just not enough."

"13 reason why" Hannah Baker

Immaginate di essere un adolescente, di avere tra i quindici e i diciassette anni.
Immaginate di esservi innamorati di una ragazza, di averla vista andare con altre persone e di averci sofferto molto: voi non le avete mai detto la verità su quello che provavate e l'avete vista andar via, in qualche modo, con qualcuno che secondo voi non la merita.
Secondo voi, neanche voi stessi la meritate quindi la lasciate andare sperando che prima o poi si accorga di voi.
Ad un certo punto lei si accorge di voi o voi comunque riuscite a farvi notare ma qualcosa va storto e tutto torna alla normalità o peggio: vi separate.
Avete avuto vicino la ragazza che amavate, vi siete avvicinati al vostro sogno più grande, stare con lei ma qualcosa non è andata come doveva e ora non avete nulla in mano solo che questa storia non è ancora finita: qualche tempo dopo il vostro incontro lei si uccide.
Voi non capite perché, voi stessi state male tanto da morire e, per un motivo o per l'altro, iniziate a sentire la voce della ragazza che avete amato alla follia.
La sua voce vi mancava moltissimo ma ciò che sentite, il contenuto delle sue frasi, vi fa male e vi fa soffrire.
Cercate di risolvere il problema, di capire perché lei si è uccisa e di vendicarla in qualche modo ma non ci riuscite e allora rimanete lì, con la voce della ragazza che amavate e che amate nelle vostre orecchie, così reale da farvi vedere il suo spettro, che urla e soffre e piange e voi non potete fare nulla per aiutarla.
Voi siete inutili.

Questa è la storia di Clay Jansen, innamorato di Hannah Baker, che dopo aver passato tutta la prima stagione di "13 reason why" a rivivere i dolori della ragazza e a vedere il suo spettro per la città, durante la seconda stagione della serie, inizia a parlare con una proiezione di Hannah a cui lui stesso da vita, voce e anima.
Perché, se non l'avete capito, l'Hannah Baker della seconda stagione non è la vera Hannah, non è uno spettro ma è una rappresentazione delle paure, delle ansie e dei pensieri di Clay stesso che, ormai, si ritrova a parlare con la croce che porta sulle spalle.
L'Hannah Baker della seconda stagione non è la stessa della prima o delle cassette ma è il senso di colpa e il dolore di Clay che prendono forma. 

Clay, proprio per via delle cassette e dell'amore che prova per la ragazza, non è mai riuscito  a superare la sua morte e non ha mai veramente affrontato le cosiddette 5 fasi del lutto che, come si vede nella serie, si mescolano continuamente nella sua testa.
Normalmente queste fasi avvengono in un ordine abbastanza stabile, anche se soggetto a cambiamenti, tuttavia la continua presenza di Hannah, voce sempre presente nelle orecchie di Clay, non gli permette di chiudere un capitolo e di andare avanti.

Clay rifiuta la morte della ragazza ma continua a sentirla vicino e a vederla.
Clay si arrabbia con lei per la sua morte ma si ritrova continuamente spinto contro altri grazie alle storie negli audio lasciati da Hannah.
Clay non può venire a patti con il suo suicidio perché non riesce a capire qual'è la vera causa scatenante essendocene così tante.
Clay non può cadere in depressione o accettare la morte di Hannah perché sente che c'è qualcosa che deve fare per lei: per vendicarla.

Il non poter accettare la morte di Hannah e passare avanti insieme al non poterla vendicare quantomeno per avere un po' di sollievo porteranno Clay, in questa stagione, a dar vita ad uno spettro animato dalle sue parole e dalle sue paure e colpe per più di un motivo.
In primis lo spettro di Hannah serve a Clay per confrontarsi su alcune cose e per dar voce ai suoi pensieri sia a favore che contro Hannah.
Allo stesso tempo Clay ha bisogno inconsapevolmente che Hannah, ad un certo punto, gli dia il via libera di andare avanti cosa però impossibile, come si vede all'inizio della serie con Skye, prima di essersi reso utile per vendicare la ragazza.
Infine Clay ha bisogno di un corrispettivo con cui parlare e mentre l'Hannah della prima stagione parlava con lui attraverso le cassette questa volta è lui ha coprire i silenzi della ragazza creandone un avatar.

L'idea di un Hannah spettro capace anche di parlare quindi, secondo me, non è una trashata come ho letto ma è perfettamente giustificabile.
Da una parte si giustifica dal punto di vista narrativo con Clay che ha bisogno di parlare con Hannah per andare avanti, nessuno mi può dire che non ha mai parlato nella sua testa con qualcuno, e perdonarsi.
Dal punto di vista tecnico serve agli sceneggiatori per creare un dialogo tra Clay e, indirettamente, il pubblico che ora può effettivamente sentire tutto ciò che lui pensa attraverso la sua bocca o quella di Hannah.

Ultima cosa: Clay non parlerà mai veramente ad alta voce con lo spettro di Hannah proprio perchè i suoi dialoghi con lei sono tutti nella sua testa.
Le poche volte che Clay urlerà qualcosa e si farà sentire dagli altri, in realtà, sono da identificarsi con i primi segni di un crollo nervoso che raggiungerà il suo limite nel penultimo incontro tra lui e Bryce quando Clay cercherà di ucciderlo perché si sente impotente.

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Alla prossima!

#TheScreenWritersRoom
#13ReasonWhy

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