Visualizzazione post con etichetta The Knick. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta The Knick. Mostra tutti i post

mercoledì 6 gennaio 2016

The Knick 2 - Encefalogramma Piatto





Cercando di riprendere il filo di tutte le recensioni, Lunedì cercherò di fare un bel resoconto del 2015 e darò uno sguardo al 2016, e approfittando della continua maratona di The Knick 2 presente su Sky Atlantic, grazie di darmi occasioni per scrivere questi articoli, ho proprio deciso di parlare della seconda stagione di questa meravigliosa serie.
A quanto sembra, e lo dico a malincuore, questa seconda stagione di The Knick sarà l'ultima stagione con questo cast di personaggi: le prossime stagioni renderanno The Knick, probabilmente, una serie antologica simile a AHS.
Inizio con questa piccola premessa per un semplice motivo: perchè questa stagione, se dovesse essere l'ultima con questo cast, è stata la fine di un lungo viaggio, tremendo e fantastico, iniziato un anno fa.
Un viaggio pazzesco che però si può definire con un'unica parola: perfezione.
Solo in questo modo si può descrivere un'opera che non sbaglia un colpo: dagli attori alla sceneggiatura tutto è stato curato nei minimi dettagli.
Se tutti i dettagli che compongono la scenografia sono un qualcosa che meriterebbe una serie di premi infiniti probabilmente bisogna porre l'accento ed evidenziare i due punti chiavi dell'intera opera: gli attori e la regia di ogni episodio.
Soderbergh, produttore della serie, gira ogni episodio non risparmiandosi minimamente, usando un'estetica particolare e impegnandosi particolarmente durante gli interventi dell'epoca mostrati in tutta la loro cruda realizzazione.
Insieme alla regia, le musiche di sottofondo accompagnano ogni scena diversificando il prodotto da qualsiasi altro.
Gli attori invece, tra musica e scene ad effetto, si muovono in un mondo lontano dal nostro, vicino, comunque, per alcuni piccoli aspetti e mai esagerato nel mostrare momenti tremendi dovuto all'epoca in cui il serial è ambientato.
Clive Owen, tra tutti i partecipanti agli episodi, è quello che spicca di più sia per la sua interpretazione ma anche per la centralità del suo personaggio su cui ruota, a conti fatti, tutta la prima stagione.
Tuttavia è proprio in questo secondo anno che la maggior parte dei comprimari, aggiunti precedentemente, prende coscienza della propria individualità, si stacca da tutto il resto del cast e porta avanti una storia propria che inizia e finisce nell'arco di questi dodici episodi.
Il cambiamento di questa seconda stagione dal punto di vista della sceneggiatura è dovuta sicuramente alla decisione di non incentrarla tutta sul personaggio di Owen tuttavia mostra come The Knick non sia una semplice serie ma un vero e proprio capolavoro con un cast di comprimari in grado di reggere un'ora di spettacolo settimanale.
Proprio lo staccarsi da un singolo personaggio e concentrarsi su tutti gli altri ha migliorato l'intera serie che era già ad un livello molto alto e difficilmente potrà diventare migliore: oltre la perfezione non si può andare.

Alla prossima!

#TheKnick
#TheKnick2
#SerialUpdate
#TelefilmAddicted

domenica 11 gennaio 2015

The Knick Recensione - Il progresso ha un prezzo

Le attuali tecniche mediche, i nostri macchinari, la chirurgia moderna e anche la stessa psichiatria sono frutto del progresso.
Progresso medico iniziato da alcuni pionieri pronti a sperimentare sui loro pazienti il nuovo per colmare un vuoto e rispondere ad una domanda.
Il 1900 è l'inizio di questa gara e The Knick, prodotto dal fratello più caciarone della HBO Cinemax, ci lascia dare una, grande, sbirciata nel panorama chirurgico e ci mostra l'avvento di macchine che usiamo tutt'ora oltre a mostrarci, spingendoci a fare un paragone, le prime terapie di qualsiasi genere.
Clive Owen interpreta il fortissimo Dr. John Thackery, protagonista di questa serie, che risulta essere non solo una delle migliori interpretazioni di quest anno ma anche uno dei personaggi migliori dell'ultimo decennio creati per il piccolo schermo: follia e genialità mai come adesso hanno convissuto così perfettamente in una persona e anche il dolore che si prova per tutto il suo percorso, durante la serie, non ha eguali.
Se in Breaking Bad piano piano smetteva di tifare per Walter White in The Knick si resta indissolubilmente legati al personaggio, realmente esistito, di Clive Owen e alla fine della storia non possiamo avercela del tutto con lui: ciò che ha fatto lo ha fatto per un bene superiore e, solo in secondo luogo, per se stesso così troviamo la sua condanna è già abbastanza e anzi preghiamo per il suo futuro.
Il dolore poi non colpisce solo Thackery ma anche tutti gli altri protagonisti della vicenda che scontrandosi e incontrandosi creano un folle effetto domino: Gallinger probabilmente è quello che ha sofferto più di tutti ma ognuno, nel finale, si è ritrovano con le lacrime agli occhi.
Sono propio quelle lacrime a far male perchè infondo nessuno se le è andata a cercare: è capitato e basta e siamo rimasti inermi a guardare il crollo di grandi uomini e donne.
Credetemi, Clive Owen è solo la colonna portante in una serie piena di attori capacissimi e di personaggi a prova di bomba nella loro solida e soffertà umanità.
A completare il tutto, oltre l'amaro e folle finale, poi troviamo la regia di Steven Soderbergh che si ritrova dietro alla macchina da presa in ogni singolo episodio unendo ad una serie di immagini forti, e quando dico forti non scherzo, e dinamiche una colonna sonora da urlo che in breve tempo vi entrerà in testa.
10 episodi semplici nella loro complessità e formidabili in qualsiasi punto: preparate i pop corn e prendetevi una vacanza per gustare una delle migliori serie di quest anno.
Ricordate: è tempo di guarire.
Addio per ora e valar murghulis.

#TheKnick
#SerialUpdate
#TelefilmAddicted
#CliveOwen

#IlMioQuadernoDegliAppunti